giovedì 20 agosto 2026

Australia indignata

[Un’ottima annata per gli psicologi. Martola_, Twitter] Il ministro degli Esteri australiano Penny Wong ha detto di essere "indignata" per la decisione di Israele di archiviare l'indagine penale sulla morte dell'operatrice umanitaria australiana Zomi Frankcom e dei suoi colleghi a Gaza. "Convocherò l'ambasciatore israeliano in Australia, Hillel Newman, e ho chiesto all'ambasciatore australiano in Israele di comunicare direttamente la nostra posizione a Israele, mentre il governo australiano valuta i prossimi passi da compiere" ha dichiarato in un comunicato. Israele ha annunciato di aver aperto un’indagine sull’uccisione a Gaza di Hind Rajab, bambina palestinese di 5 anni, a oltre due anni dalla sua morte. Il 29 gennaio del 2024 l’auto su cui si trovava la sua famiglia, in fuga da Gaza City durante l’avanzata dell’Idf, viene crivellata di colpi dall’esercito israeliano. Sopravvissuta al fuoco, la bambina chiama i servizi di emergenza, la Mezzaluna Rossa Palestinese, in una lunga e disperata telefonata in cui chiede aiuto. Viene mandata una autoambulanza sul posto per salvarla, ma a sua volta viene colpita: in tutto morirono 9 persone. Fra loro i soccorritori e la bambina, diventata simbolo della strage a Gaza in questi anni di guerra; la sua storia è raccontata nel film “La voce di Hind Rajab”, in cui si sentono le registrazioni originali della sua chiamata. Israele ha ora dunque annunciato l’inchiesta, dopo una indagine interna preliminare che ha riguardato diversi episodi controversi che hanno coinvolto l’esercito israeliano, fra cui la morte di 15 palestinesi, compreso personale medico e un dipendente delle Nazioni Unite, avvenuta nel marzo 2025 a Tal al-Sultan, nel sud della Striscia di Gaza.Hezbollah, il partito armato libanese alleato dell'Iran, non abbandonerà le alture strategiche di Ali Taher, che dominano la città di Nabatiye e che le forze di occupazione israeliane cercano di conquistare. Lo ha affermato il deputato del partito sciita Hassan Ezzeddine, secondo cui il movimento "farà fronte a ogni atto di aggressione". Le colline sono da settimane bersaglio dei raid aerei e di artiglieria israeliane. Citato stamani dai media di Beirut, Ezzeddine ha definito Ali Taher "una delle posizioni chiave della resistenza", aggiungendo che il Partito di Dio "compirà il proprio dovere nazionale" in caso di attacco israeliano al sito. Il deputato ha inoltre indicato che un eventuale sostegno dell'Iran in questo contesto rappresenterebbe una fonte di forza aggiuntiva, spingendosi ad affermare che Teheran "potrebbe stabilire una nuova equazione riguardo Ali Taher". Le autorità israeliane sostengono che ad Ali Taher abbia sede il quartier generale militare del Partito di Dio nel sud del Libano occupato, insieme a ufficiali di alto rango dei pasdaran iraniani, quadri del partito e combattenti di altre nazionalità. Ezzeddine ha infine giudicato privo di valore, agli occhi di Hezbollah, l'accordo quadro tra Libano e Israele firmato a fine giugno sotto l'egida di Washington. E questo sulla scia delle parole pronunciate venerdì scorso dal segretario generale Naim Qassem, secondo cui "la rabbia nella strada esiste e persiste", ma la sua espressione attende "il momento e le circostanze appropriate.

Nessun commento:

Posta un commento