[Entre deux coeurs qui s’aiment, nul besoin de paroles. Due cuori che si amano non hanno bisogno di parole. Marceline Desbordes-Valmore] Recupera tessuti, scarti di stoffe, frammenti abbandonati di indumenti. Lo fa andando in giro per i quartieri di Palermo, creando così un legame intimo con la città. Dai residui dismessi e apparentemente senza memoria, Fanni Kopácsi, 35 anni, da' vita alle sue opere con una tecnica fatta di cuciture, stratificazioni, accumuli e drappeggi. Dopo avere vissuto a Nottingham e a Barcellona, l'artista, originaria di Budapest, ha scelto di vivere a Palermo per fare arte, trovando ispirazione nelle atmosfere, nei vicoli del centro storico e nelle periferie. La ricerca di Fanni Kopàcsi - sviluppata tra scultura tessile, pittura e installazione - ora entra a far parte del progetto curatoriale internazionale promosso dalla galleria d'arte Il Casino delle Muse di Palermo. "In Kopácsi il tessuto diviene una scrittura silenziosa, composta da frammenti, cuciture e stratificazioni attraverso le quali ciò che è stato vissuto può continuare a generare nuove possibilità di senso", dice il critico d'arte Giuseppe Carli, che coglie nelle opere di Kopàcsi il richiamo a Giacomo Serpotta. "Nei suoi oratori decorati, lo stucco supera la propria natura materiale e si trasforma in un organismo visivo nel quale figure, allegorie e teatrini prospettici coinvolgono lo spettatore in un'esperienza immersiva. Pur nella distanza storica e linguistica, la ricerca di Fanni Kopácsi - aggiunge il critico d'arte - manifesta una simile capacità di sottrarre la materia alla propria condizione ordinaria, animandola e trasformandola in racconto".
giovedì 23 luglio 2026
Fanni Kopàcsi a Palermo
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