sabato 4 luglio 2026

Benvenuti ad Istambul

[Honos et Virtus! Onore e virtù!Grido di battaglia ai tempi di Augusto.Prima della battaglia.] La banca centrale turca abbraccia il bazooka contro l'inflazione. Il comitato di politica monetaria ha deciso infatti di alzare i tassi di interesse di ben 500 punti base (circa il 5%), portandoli dal 25% al 30%.  Una misura con la quale la banca centrale conta di "velocizzare il più possibile" il ridimensionamento dell'inflazione, che ormai appare fuori controllo. "Negli ultimi mesi  i valori dell’inflazione sono stati superiori alle aspettative.  Poiché il forte andamento della domanda interna e la vischiosità dell’inflazione nei servizi persistono, l’aumento dei prezzi del petrolio e il continuo deterioramento delle aspettative di inflazione pongono ulteriori rischi al rialzo". Il Comitato di politica monetaria guidato dalla nuova Governatrice Gaye Erkan si è quindi detto "determinato a stabilire il percorso di disinflazione già nel 2024" e quindi promette che fisserà i tassi d'interesse "in modo da creare le condizioni monetarie e finanziarie necessarie per garantire un calo della tendenza di fondo dell’inflazione sull’obiettivo del 5% nel medio termine".  "La stretta monetaria sarà ulteriormente rafforzata - assicura la banca centrale - in modo tempestivo e graduale, finché non si otterrà un significativo miglioramento delle prospettive di inflazione".  Ad Ankara ultimi preparativi in vista del vertice NATO in programma nella capitale turca il 7 e 8 luglio 2026. Sui cartelloni in giro per la città lo slogan “Chiave per la sicurezza” in inglese e turco; o, su un altro mega-manifesto appeso a un palazzo la scritta: “Difendere insieme. Benvenuti alleati NATO”. All’aeroporto i tassisti si sono organizzati con un kit di prelibatezze turche e acqua di colonia per i partecipanti, oltre all’adesivo creato per l’evento “Benvenuti ad Ankara”. “Per quanto riguarda la NATO, per accogliere al meglio i nostri ospiti, offriremo loro questi prodotti – dice un tassista mostrando l’acqua di colonia e i dolcetti tipici – così accoglieremo i nostri ospiti e rappresenteremo la nostra Ankara”, aggiunge orgoglioso. I commercianti turchi temono invece di rimetterci, con la chiusura delle strade e altre importanti misure di sicurezza: “Lungo la strada hanno sbarrato l’ingresso delle case abusive e degli edifici dall’aspetto sgradevole. Noi commercianti ci troviamo in una situazione difficile. I clienti non possono fermarsi. Rimarremo chiusi per una settimana durante il vertice della NATO”, dice ad Afp il commerciante Cem. “Le restrizioni e le chiusure stradali legate al vertice hanno un impatto economico significativo sui piccoli commercianti e sulle imprese locali”, spiega un proprietario di panetteria, anche lui di nome Cem. “Non penso di restare ad Ankara durante il vertice. Dato che molti posti saranno chiusi, ci saranno ripercussioni anche sui trasporti, quindi penso che andrò via”, afferma Demir, studente. La dichiarazione finale del vertice Nato di Ankara è stata approvata dal Consiglio Atlantico al termine della procedura del silenzio. Il testo  contiene il riferimento al sostegno militare a Kiev da 70 miliardi sia per il 2026 che per il 2027. La cifra di 70 miliardi conteggia il prestito Ue all'Ucraina, che vale 30 miliardi. L'impegno a finanziare lo sforzo bellico di Kiev - pledge, in inglese - vale per gli alleati europei e il Canada, ma non per gli Stati Uniti, che continueranno a fornire assistenza di vario tipo (ad esempio l'intelligence) e a vendere armi attraverso il programma Purl. A conti fatti, i sostenitori di Kiev dovranno fornire quindi circa 40 miliardi annui di sostegno bilaterale. La dichiarazione contiene anche un riferimento all'equità dello sforzo, dato che il grosso dei fondi viene erogato da un gruppetto di 7-8 alleati. Ma, spiegano diverse fonti diplomatiche, non è previsto nessun meccanismo obbligatorio di ripartizione dei finanziamenti e, allo stesso tempo, si sottolinea che la scelta resta "sovrana". C'è però la volontà di dare un segnale a Kiev e, allo stesso tempo, a Mosca. La cifra di 40 miliardi in aiuti bilaterali per il 2026 e il 2027 viene definita come "ambiziosa" ma "realistica", dato che tutto sommato fotografa quanto fatto sinora. Donald Trump torna ad attaccare la Nato. "Gli Stati Uniti spendono per la Nato più di qualsiasi altro Paese, e con un ampio margine, per garantirne la protezione, senza trarne alcun vantaggio", afferma il presidente sul suo social Truth elencano le spese per gli Stati Uniti e alcuni altri Paesi, fra cui l'Italia. "Stati Uniti 999 miliardi di dollari, Regno Unito 90,5 miliardi, Francia 66,5 miliardi, Italia 48,8 miliardi, Polonia 44,3 miliardi. Le cifre degli altri Paesi, inclusa la Germania, sono molte più basse", ha messo in evidenza Trump. Il presidente lituano, Gitanas Nauseda, ha affermato di voler integrare il suo paese nella deterrenza nucleare contro la Russia. "L'obiettivo del mio Paese è quello di utilizzare tutte le opportunità di deterrenza nucleare e noi vogliamo farne parte integralmente", ha affermato oggi a Berlino, ad una conferenza stampa insieme agli altri leader dei Paesi Baltici. "Già qualche giorno fa ho proposto un emendamento costituzionale per sopprimere la restrizione esistente sul possibile dispiegamento di armi nucleari in Lituania", ha aggiunto. "Mi aspetto che la Francia resti un fedele alleato della Nato anche in futuro". Lo ha detto il segretario generale della Nato.     "La Nato è un'alleanza di 32 membri, abbiamo spesso elezioni e spesso mi si chiede se il nuovo governo sarà favorevole alla Nato: questo lo devono decidere gli elettori la l'esperienza dice che alla fine gli alleati sono sempre rimasti uniti perché è nell'interesse dei Paesi stessi". 


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