venerdì 12 giugno 2026

Zona cesarini per la pace

[Alcune mutazioni, relativamente piccole, nei geni, negli ormoni e a livello neuronale sono state sufficienti per trasformare Homo Erectus - che non era in grado di produrre nulla di più impressionante di coltelli di selce - in Homo Sapiens, che costruisce navette spaziali e computer. Yuval Noah Harari] Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che una bozza di accordo con gli Stati Uniti prevede la fine del blocco navale dei porti iraniani e disposizioni sulla gestione dello strategico Stretto di Hormuz.    "Il blocco navale deve essere completamente revocato. Questo è il primo punto menzionato nell'accordo", ha affermato Araghchi in un'intervista alla televisione di stato. "L'Iran ha preso una decisione ferma: l'amministrazione dello Stretto di Hormuz non sarà più la stessa di prima", ha osservato, aggiungendo che sono in corso discussioni con l'Oman sulla questione.    Lo Stretto di Hormuz è uno degli "strumenti di deterrenza più importanti" di Teheran, ha sottolineato. Riguardo ai pagamenti, Araghchi ha aggiunto che, sebbene lo stretto sia stato gratuito per molti anni, non lo sarà più e i servizi saranno a pagamento.    Il titolare della diplomazia di Teheran ha poi spiegato che il protocollo d'intesa includerà la fine della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano. "Non lasceremo mai il Libano da solo", ha affermato. Lo scrive Al Jazeera on line. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato oggi che, una volta finalizzata, la bozza di accordo con gli Stati Uniti sarà firmata "a distanza", il che potrebbe accadere "nei prossimi giorni". "Non appena saranno completate le fasi finali dei nostri negoziati, questo accordo sarà firmato e annunciato. La firma avverrà inizialmente in modalità digitale. Ciascuna parte firmerà a distanza.    Dopodiché, verrà annunciato che questo memorandum d'intesa è stato firmato da entrambe le parti", ha affermato Araghchi in un'intervista alla televisione di stato. "Questo potrebbe accadere nei prossimi giorni. Sono molto fiducioso." Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran ritiene che l'unico modo per gestire le proprie scorte di uranio altamente arricchito sia diluirlo all'interno del Paese. "La nostra posizione è sempre stata che l'unico modo per gestire le scorte di materiale arricchito è diluirlo all'interno dell'Iran", ha affermato Araghchi in un'intervista alla televisione di stato. "Lo scorso anno abbiamo stanziato oltre 18 milioni di euro a sostegno delle organizzazioni della società civile. Sono oggi lieta di confermare che abbiamo mobilitato oltre 20 milioni di euro in finanziamenti aggiuntivi per le iniziative di costruzione della pace a livello locale". Lo ha annunciato l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, al forum di Parigi sulla soluzione dei due Stati.    "L'Ue ora collabora con 88 organizzazioni della società civile israeliane e palestinesi, che operano in prima linea nella costruzione della pace, promuovendo il dialogo, rafforzando la leadership femminile e sostenendo i media indipendenti", ha indicato Kallas, evidenziando che "la società civile non è un elemento secondario nella diplomazia, ma è indispensabile per la costruzione della pace"."Finché sarò primo ministro di Israele, l'Iran non avrà armi nucleari. Il presidente Trump e io siamo in pieno accordo su questo punto. Da oltre 30 anni sono in prima linea nella lotta internazionale contro il programma nucleare iraniano. Se non fosse per questa lotta, l'Iran avrebbe avuto bombe atomiche per distruggere Israele molto tempo fa. L'Iran sta lavorando per distruggere lo Stato ebraico e io dedico la mia vita a impedirglielo e finché sarò premier di Israele, questo non accadrà". Lo riferisce il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una nota. ''Israele non si ritirerà dalle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza. L'Idf continuerà a difendere i nostri confini e i nostri cittadini dal Monte Hermon, dalle montagne libanesi, dalla Samaria e dalla maggior parte del territorio di Gaza, contro le minacce provenienti da forze e organizzazioni jihadiste, come insegnamento fondamentale tratto dagli eventi del 7 ottobre''. Lo scrive in una nota il ministro della Difesa Israel Katz. ''Il presidente Usa sta attualmente portando avanti un accordo con l'Iran nell'ottica degli interessi americani, compreso l'interesse comune con Israele, ovvero impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari. Ci aspettiamo che sostenga questo principio e altri principi relativi ai missili e ai gruppi terroristici regionali''. ''Israele deve garantire di avere anche la capacità di agire in modo indipendente in futuro per impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari, e il premier Benjamin Netanyahu ed io abbiamo ordinato all'esercito di prepararsi di conseguenza''. ''Il nostro concetto di sicurezza è chiaro e preciso: stiamo combattendo - sostiene Katz -contro minacce vicine e lontane e puntiamo a soluzioni definitive, non a compromessi o concessioni. Siamo determinati a continuare a perseguire una politica di sicurezza ferma che preservi i risultati raggiunti e non comprometta la nostra capacità di combattere l'asse del male sciita guidato dall'Iran e l'asse del male sunnita guidato dai Fratelli Musulmani''. Una soluzione a due Stati, israeliano e palestinese, resta possibile ma "la finestra di opportunità si sta restringendo": è l'avvertimento lanciato da diverse Ong israeliane e palestinesi in occasione di una conferenza internazionale ospitata dalla Francia a Parigi.    La conferenza lungo le rive della Senna ha visto riunite insieme l'Alleanza per la Pace in Medio Oriente (Allmep), Principles for Peace (P4p) e Guerriere della Pace, che rappresentano a loro volta decine di organizzazioni attive nella promozione di una soluzione pacifica al conflitto israelo-palestinese.    "La finestra di opportunità per una soluzione a due Stati rimane, ma si sta restringendo. Questo momento richiede un'urgente azione diplomatica in collaborazione con la società civile", affermano le Ong nelle conclusioni comuni, avvertendo che il "conflitto rischia di passare nuovamente in secondo piano". "Gaza è devastata, Israele rimane sotto minaccia. Il terrorismo dei coloni, l'espansione degli insediamenti, l'annessione di fatto (della Cisgiordania occupata) e le minacce contro l'Autorità Palestinese continuano a minare la fattibilità di un futuro Stato palestinese", continuano le Ong, secondo cui "israeliani e palestinesi restano prigionieri della paura, dell'insicurezza e del trauma".    Quindi la proposta di un piano d'azione in otto punti che chiede, in particolare, l'attuazione di un cessate il fuoco permanente e la protezione dei civili a Gaza, ma anche i mezzi per ricostruire la Striscia devastata, nonché l'immediata cessazione dell'"annessione e dell'espansione degli insediamenti" in Cisgiordania e lo svolgimento di elezioni per "rinnovare la governance palestinese". L'incontro ha visto la partecipazione anche ministri di Brasile, Canada, Emirati Arabi Uniti e Turchia, nonché l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas.


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