[La malvagità è come il cibo: una volta che hai iniziato è difficile fermarsi; l’intestino si è ampliato per accoglierne sempre di più. John Updike] Un impegno rafforzato nella ricerca e nell'innovazione, concentrato nelle aree terapeutiche caratterizzate da bisogni clinici e sociali ancora parzialmente insoddisfatti. È la sfida della casa farmaceutica Teva, leader di mercato per i farmaci equivalenti, che, nel periodo 2022-2025, ha realizzato investimenti in Italia in ricerca, sviluppo e ricerca clinica per circa 3 milioni di euro. La ricerca di Teva si concentra in particolare nelle neuroscienze e nell'immunologia, con programmi che interessano patologie quali emicrania, schizofrenia, atrofia multisistemica, asma, vitiligine, malattie infiammatorie croniche intestinali e celiachia. Tra queste, un ruolo centrale è occupato dalla Brain Health, una delle grandi sfide emergenti per i sistemi sanitari: le condizioni neurologiche e psichiatriche incidono infatti per oltre il 18% della perdita complessiva di salute a livello globale e, solo in Europa, riguardano circa 180 milioni di persone. L'esperienza di Teva nell'emicrania rappresenta un esempio concreto di questo approccio. Teva ha costruito nel tempo un piano composto da 35 studi, tra studi registrativi, interventistici, osservazionali e real-world, dai quali derivano oltre 105 pubblicazioni scientifiche. L'Italia ha svolto un ruolo significativo in questo piano, con cinque studi multicentrici che hanno coinvolto le strutture italiane e che hanno contribuito alla realizzazione di dieci pubblicazioni scientifiche, collegando la ricerca internazionale dell'azienda con la comunità clinica nazionale. "In questi 30 anni abbiamo sviluppato una capacità consolidata di innovare nelle neuroscienze, affiancata più recentemente dall'estensione della nostra pipeline in ambito immunologico - spiga Umberto Comberiati, amministratore delegato e presidente di Teva Italia -. La pipeline riflette questo percorso evolutivo: non solo sviluppo di nuove terapie, ma un impegno strutturale a trasformare i bisogni emergenti in soluzioni concrete per i pazienti. Per noi accesso e innovazione non sono dimensioni alternative, ma due leve complementari attraverso cui contribuire in modo sostenibile all'evoluzione del sistema salute".
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