domenica 14 giugno 2026

Nessuna tregua a Beirut

[Sei milioni di anni fa, un'unica scimmia femmina ebbe due figlie. Una fu la progenitrice di tutti gli scimpanzé, l'altra la nostra nonna. Yuval Noah Harari] Nel giorno del suo ottantesimo compleanno, Donald Trump riceve messaggi di auguri da numerosi leader internazionali e figure della politica globale.Le celebrazioni arrivano in un momento particolarmente delicato per gli equilibri geopolitici, con l'attenzione della comunità internazionale rivolta soprattutto al Medio Oriente. Intanto, alla Casa Bianca oltre 4mila spettatori partecipano allo spettacolo di marziali aspettando la pace. Il presidente russo Vladimir Putin ha sentito il presidente americano Donald Trump in una telefonata durata 55 minuti, in occasione del compleanno del tycoon. Lo riporta la Tass. Trump nella telefonata ha chiesto la fine della guerra in Ucraina, ha riferito il consigliere di Putin Ushakov. Il presidente russo Vladimir Putin nel corso della telefonato al suo omologo statunitense Donald Trump, in occasione dell'ottantesimo compleanno di quest'ultimo, ha discusso delle guerre in Ucraina e in Iran e di una prossima visita degli inviati di Washington in Russia. Lo ha fatto sapere il Cremlino, scrive l'agenzia russa Tass. "La conversazione si è concentrata sulla situazione relativa al memorandum d'intesa in fase di stesura tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump ha affermato che un accordo è vicino", ha detto ai giornalisti Yuri Ushakov, collaboratore del Cremlino. Ushakov ha anche affermato che "è stato concordato che i rappresentanti speciali del presidente degli Stati Uniti Steve Witkoff e Jared Kushner, attualmente strettamente coinvolti negli affari iraniani, torneranno presto in Russia". Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto una conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in occasione del suo compleanno e tra gli argomenti hanno discusso dei negoziati. Lo fa sapere la presidenza ucraina. La conversazione tra i due leader è durata almeno 30 minuti. Dmytro Lytvyn, consigliere del presidente dell'Ucraina per le comunicazioni, ha affermato che si è trattato di "una conversazione piuttosto significativa su argomenti che spaziavano dagli auguri di compleanno alla diplomazia e alla guerra/pace". Riferiscono i media ucraini. "Ho appena avuto una conversazione fantastica con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Ho augurato al Presidente Trump un felice compleanno e abbiamo discusso in dettaglio di molte questioni importanti, tra cui, naturalmente, la pace. Ho augurato al Presidente Trump successo, soprattutto nei suoi sforzi per porre fine alla guerra della Russia contro l'Ucraina. L'ho anche ringraziato per tutto il sostegno che l'America sta fornendo all'Ucraina e, cosa importante, ricordiamo con gratitudine ogni passo di questo sostegno, dai Javelin ai Patriot". Lo scrive su Telegram il presidente ucraino Voldymyr Zelensky dopo la telefonata con il presidente Usa. "Abbiamo discusso di ciò che potrebbe aiutare a far avvicinare la pace ora e ho informato il Presidente degli ultimi sviluppi sul campo di battaglia e di come la nostra posizione si sia rafforzata. Abbiamo concordato di discutere di più durante il nostro incontro al vertice del G7. Abbiamo alcune buone idee che potrebbero aiutare a far avvicinare la pace e a proteggere le vite. Grazie!", aggiunge il leader ucraino. ''Buon compleanno, Presidente, Buon compleanno Donald. Ti auguro continua forza e vigore mentre guidi l'America verso un futuro luminoso di pace attraverso la potenza, e mentre continuiamo a portare l'alleanza tra Stati Uniti e Israele a livelli sempre più alti''. Lo scrive il premier israeliano Benjamin Netanyahu su X. "L'attacco di questa mattina a Beirut non avrebbe dovuto verificarsi, soprattutto in un giorno così significativo, mentre siamo ormai a un passo da un accordo di pace con l'Iran. Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l'attacco a cui ha reagito è stato di entità trascurabile e privo di reale rilevanza - senza causare feriti o vittime - e non dovrebbe compromettere questo processo fondamentale". Lo scrive Donald Trump sul suo social Truth. "È necessario che tutte le parti facciano un passo indietro", "questo potrebbe essere l'inizio di una pace lunga e meravigliosa: non roviniamola", ha aggiunto. Mentre la diplomazia cerca un accordo per fermare il conflitto Usa-Iran, Israele, non si ferma e attacca la capitale libanese Beirut. Così Teheran manda un avvertimento agli Stati Uniti: inutile proseguire i colloqui se gli impegni non sono rispettati. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, l’attacco israeliano contro Beirut ha colpito un appartamento. Un appartamento che secondo le Forze di Difesa Israeliane (Idf), sarebbe stato utilizzato come centro di comando di Hezbollah. L’agenzia della protezione civile libanese ha poi dichiarato di aver recuperato tre corpi dopo l’attacco israeliano nell’area di Ghobeiry, nella periferia meridionale di Beirut. Le operazioni di ricerca, soccorso e rimozione delle macerie sono ancora in corso sul luogo, ha aggiunto in un comunicato. L’agenzia di stampa ufficiale Nna ha riferito che 15 persone sono rimaste ferite e che sono stati provocati gravi danni agli edifici e ai negozi nelle vicinanze. Dopo gli attacchi israeliani in Libano, l’Iran ha accusato gli Stati Uniti di non rispettare i propri impegni. Lo ha riferito il suo capo negoziatore. Teheran ritiene che sarebbe “inutile proseguire” i colloqui con Washington se gli impegni assunti nell’ambito delle discussioni in corso non fossero rispettati. “Dando il via libera al regime (israeliano) non si possono ottenere concessioni. Il gioco del poliziotto buono e del poliziotto cattivo è superato”, ha dichiarato su X Mohammad Bagher Ghalibaf, che è anche presidente del parlamento iraniano. “Se non avete la volontà e la capacità di rispettare i vostri impegni, parlare di proseguire il percorso non è possibile”, ha aggiunto. In precedenza, un importante esponente del parlamento iraniano ha inviato un apparente messaggio agli Stati Uniti: “Se cercate un accordo o un’intesa, dovete disciplinare il regime sionista. Se questo cane rabbioso non verrà controllato, vi morderà la gamba prima ancora che l’inchiostro dell’accordo si sia asciugato”, ha scritto su X Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione parlamentare per la politica estera e la sicurezza nazionale. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno effettuato l’attacco dopo che tre droni lanciati dal ‘Partito di Dio’ hanno colpito il nord di Israele nella giornata di oggi. Teheran ha dichiarato che qualsiasi attacco israeliano contro Beirut costituirebbe una violazione del cessate il fuoco concordato con gli Stati Uniti e provocherebbe una risposta da parte dell’Iran. La scorsa settimana Rezaei aveva avvertito gli israeliani di “guardare il cielo”, poche ore prima che la Repubblica Islamica lanciasse missili contro lo stato ebraico in risposta agli attacchi condotti a Beirut.Un alto responsabile dello stato maggiore iraniano ha dichiarato che gli attacchi israeliani condotti oggi contro la periferia sud di Beirut non resteranno “impuniti”. “Non c’è alcun dubbio che questi crimini non resteranno impuniti”, ha dichiarato il generale Mohammad-Jafar Assadi, vice comandante del comando congiunto delle forze armate iraniane, citato dall’agenzia Defa Press, specializzata in questioni militari. Ci sono due fattori che pesano molto sui negoziati per porre fine al conflitto Iran-Usa: gli ultraconservatori di Teheran e il governo di Israele. L’agenzia di stampa iraniana Fars, ritenuta vicina agli ambienti conservatori, ha affermato che l’Iran non ha ancora preso una decisione riguardo alla firma del protocollo d’intesa in discussione con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra in Medio Oriente. “La Repubblica Islamica dell’Iran non ha ancora preso né annunciato la sua decisione finale sul protocollo d’intesa proposto durante i negoziati”, ha scritto Fars, citando “una fonte ben informata vicina alla squadra negoziale” iraniana. La possibilità di un simile accordo suscita, infatti, l’opposizione di alcuni ultraconservatori, contrari a concessioni, in particolare sul controllo dello strategico stretto di Hormuz, di fatto bloccato dall’Iran dall’inizio della guerra. Sull’altro fronte, le autorità israeliane sono insoddisfatte dei termini del previsto accordo tra Stati Uniti e Iran. Lo ha riferito il portale di notizie Ynet, citando un alto funzionario dello stato ebraico. Giovedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva dichiarato che i punti finali dell’accordo di pace tra Washington e Teheran erano stati concordati da tutte le parti coinvolte, Israele compreso. Trump ha affermato ieri che l’intesa sarà firmata questa domenica. Nessuno è soddisfatto (del memorandum d’intesa annunciato). Comprendiamo che è negativo per noi e danneggia gli interessi israeliani”, ha dichiarato la fonte a Ynet. La stessa fonte ha aggiunto che Israele lamenta il fatto che la propria posizione non sia presa in considerazione e di non essere in grado di influenzare il processo di accordo tra Stati Uniti e Iran. Intanto gli sforzi diplomatici vanno avanti. Una delegazione del Qatar, Paese che sostiene la mediazione del Pakistan tra Iran e Stati Uniti, è arrivata a Teheran nell’ambito dei colloqui volti a porre fine in modo duraturo alla guerra in Medio Oriente, secondo quanto riferito dai media iraniani e da un diplomatico.  Secondo l’agenzia Isna, un consigliere del ministro degli Esteri del Qatar è stato inviato in Iran. La visita è destinata a “esaminare gli ultimi sviluppi relativi al processo diplomatico”, ha riferito Tasnim, un’altra agenzia di stampa iraniana.I negoziatori del Qatar sono partiti stamattina per Teheran (…) per contribuire a finalizzare l’accordo”, ha confermato alla France Presse, mantenendo l’anonimato, un diplomatico vicino ai colloqui.


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