[Due cose riempiono l'animo con sempre nuovo e crescente stupore e venerazione, quanto più spesso e accuratamente la riflessione se ne occupa: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. Kant] Il governo cileno ha rilevato criticità fiscali per oltre 9,2 miliardi di dollari dopo una maxi-audit interna sui conti pubblici relativi al periodo 2022-2026, durante la presidenza di Gabriel Boric. Parallelamente, il Ministero delle Finanze ha segnalato un errore nelle proiezioni del debito fino al 2030, pari a circa 10 miliardi di dollari, che inciderebbe sul quadro fiscale di medio termine. Secondo le autorità, riferisce Radio BioBio, le verifiche hanno evidenziato "errori, incoerenze e possibili irregolarità", oltre a debolezze nei sistemi di controllo. L'analisi ha coinvolto oltre 913 milioni di dati e più di 500 enti pubblici, portando all'apertura di indagini su quattro organismi statali, tra cui il ministero della Donna e quello dei Trasporti. Il dicastero delle Finanze ha precisato che l'errore riguarda le proiezioni di deficit e debito contenute in un precedente rapporto, che non risultavano coerenti con l'evoluzione attesa ed è stata avviata un'inchiesta amministrativa interna per accertare eventuali responsabilità.Il Cile ospiterà giovedì prossimo un vertice regionale di alto livello con le autorità di Argentina, Bolivia, Ecuador e Perù per coordinare le azioni contro la criminalità organizzata transnazionale e il narcotraffico, mentre si registra l'aumento dell'influenza delle gang in diversi Paesi sudamericani L'incontro mirerà a stabilire meccanismi di cooperazione congiunta in materia di sicurezza delle frontiere, condivisione di informazioni e identificazione dei flussi finanziari illeciti, secondo quanto dichiarato dal ministero degli Esteri cileno. La riunione si svolge in un contesto caratterizzato dall'espansione di organizzazioni criminali come il cartello venezuelano Tren de Aragua, un fenomeno associato all'aumento dei flussi migratori e al rafforzamento delle reti di narcotraffico e dei crimini transfrontalieri nella regione. "La criminalità organizzata transnazionale è una delle principali minacce alla stabilità e allo sviluppo dei Paesi e alla sicurezza degli individui", ha affermato il ministro degli Esteri cileno, Francisco Pérez Mackenna, il quale ha ribadito che gli sforzi individuali degli Stati "sono insufficienti" di fronte alle organizzazioni criminali che operano oltre i confini nazionali. Cile, Argentina, Perù, Ecuador e Bolivia hanno firmato il "Compromesso di Santiago", un accordo regionale per rafforzare la cooperazione contro il crimine organizzato transnazionale. L'intesa, siglata da ministri degli Esteri e responsabili della sicurezza dei cinque Paesi, punta a coordinare intelligence, controllo delle frontiere e contrasto ai flussi finanziari illeciti. Ad aprire il vertice è stato il presidente cileno José Antonio Kast, che ha definito il crimine organizzato una minaccia capace di "sottomettere quartieri e corrompere istituzioni". Il ministro degli Esteri cileno Francisco Pérez Mackenna ha sottolineato che gli sforzi nazionali non sono più sufficienti di fronte a organizzazioni criminali con attività transfrontaliere. L'accordo prevede la creazione di un gruppo di lavoro congiunto e una verifica dei risultati entro 180 giorni. Tra le priorità figurano lo scambio di informazioni tra intelligence, polizie e procure, il coordinamento alle frontiere e il rafforzamento dei meccanismi regionali di risposta. Il governo cileno ha avviato il nuovo "Piano di abbandono volontario" destinato ai migranti in situazione irregolare, una misura annunciata dal presidente José Antonio Kast durante il suo primo discorso sullo stato della nazione. Il programma, riferiscono i media locali, consente agli stranieri entrati nel Paese attraverso passaggi non autorizzati o rimasti oltre la scadenza del visto turistico di lasciare il territorio senza incorrere in sanzioni economiche né nel divieto di un futuro rientro legale. Inoltre, saranno revocati gli eventuali provvedimenti di espulsione legati esclusivamente all'ingresso irregolare, a condizione che la partenza avvenga entro i termini stabiliti dalle autorità. Per aderire sarà necessario dimostrare la propria identità tramite passaporto, documento nazionale d'identità, lasciapassare consolare o titolo di viaggio. Restano esclusi coloro che hanno precedenti penali o di polizia in Cile o all'estero. Chi possiede legami familiari con cittadini cileni o residenti permanenti, oppure un contratto di lavoro valido, potrà invece richiedere un permesso di residenza temporanea che sarà attivato dopo l'uscita dal Paese.
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