[Assumi i migliori, e non fidarti di loro!. Donald Trump] Il nome 'Donald' sparisce dalle culle americane e non è mai stato così poco popolare tra i genitori Usa. Secondo i dati della Social Security Administration, nel 2025 meno di 400 neonati hanno ricevuto il nome del presidente Donald Trump, che oggi occupa soltanto il 690esimo posto nella classifica nazionale. Si tratta di un minimo storico, secondo un'analisi dei dati federali condotta da Notus e pubblicata sui media Usa. Negli anni Trenta, invece, era tra i nomi più diffusi d'America, e raggiunse l'apice della popolarità nel 1934, quando oltre 30.400 bambini americani furono chiamati 'Donald', rimanendo tra i primi 100 nomi più diffusi fino al 1990. Il suo declino non si è arrestato neanche durante l'ascesa politica di Trump: quando debuttò il programma 'The Apprentice' nel 2004, 'Donald' occupava la 263ma posizione, mentre per la sua prima vittoria alle presidenziali del 2016 era in 489ma posizione. E il declino non si è fermato neppure con il suo ritorno alla Casa Bianca nel 2025. La popolarità di Donald Trump cola a picco anche nei sondaggi all'estero: secondo l'ultimo rilevamento del Pew Research Center condotto in 36 Paesi, tra cui l'Italia, i giudizi sul presidente americano sono negativi o addirittura molto negativi. Una media di appena il 23% degli adulti interpellati ha espresso fiducia sulla capacità di Trump di gestire gli affari del mondo. In Italia questa percentuale è scesa al 17%, contro un 83% che del presidente Usa nei panni dello statista non si fida per niente. Il giudizio negativo sul capo della Casa Bianca trascina in basso gli Stati Uniti e il Pew nota che i pareri positivi sull'America sono diminuiti rispetto all'anno scorso in molti luoghi, con "cali a doppia cifra" in Indonesia, Italia, Nigeria, Sudafrica, Corea del Sud e Turchia. Tra i contenziosi che hanno spinto al ribasso la fiducia nei confronti di Trump e dell'America ci sono i dazi, Gaza, l'Iran, la Groenlandia e l'Ucraina. Sette nazioni dello studio continuano ad avere un'opinione positiva degli Usa, con Israele in testa (81% favorevole), mentre i giudizi peggiori vengono da Paesi a opinione pubblica in maggioranza musulmana come Malaysia, Pakistan, Turchia e tra i palestinesi della Cisgiordania e Gerusalemme Est. Il Pew ha fatto anche confronti tra i giudizi su Trump e altri leader mondiali: il livello di fiducia nell'americano è più bassa che nel francese Emmanuel Macron, l'ucraino Volodymyr Zelenskyy, il cinese Xi Jinping e il russo Vladimir Putin. Solo l'israeliano Benjamin Netanyahu ha ricevuto voti più bassi di Trump nel sondaggio. Un voto "inopportuno e privo di significato". Trump critica aspramente il Senato a maggioranza repubblicana che ha votato ieri contro il tycoon. "Quindi, ho l'Iran alle corde, pronto a crollare... e il Senato degli Stati Uniti decide di tenere una votazione inopportuna e insignificante sul War Powers Act", ha scritto Trump sul suo social Truth. Con 50 voti a favore e 48 contrari, i senatori hanno approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente in Iran e chiede la fine del conflitto a meno che non ci sia l'autorizzazione del Congresso. Pur essendo simbolico, il voto rappresenta una rottura con il presidente. "La conferenza stampa e la cerimonia della firma della legge sull'edilizia abitativa sono cancellate fino all'approvazione del Save america act". Lo scrive Donald Trump su Turth dopo aver criticato in un altro post la legge bipartisan approvata a larga maggioranza da democratici e repubblicani sia alla Camera che al Senato. Il Senato a maggioranza repubblicana vota contro Donald Trump. Con 50 voti a favore e 48 contrari, i senatori hanno approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente in Iran e chiede la fine del conflitto a meno che non ci sia l'autorizzazione del Congresso. Pur essendo simbolico, il voto rappresenta una rottura con il presidente. Quattro repubblicani hanno votato con i democratici, e un solo democratico, John Fetterman, si è opposto a limitare i poteri di Trump.
Nessun commento:
Posta un commento