domenica 21 giugno 2026

Ballottaggio Cepeda e de la Espriella

[L'unica differenza tra me e un pazzo è che io non sono pazzo. Salvador Dalì] A poche ore dall'apertura dei seggi per il ballottaggio delle presidenziali oggi in Colombia, i due candidati alla presidenza - il progressista Iván Cepeda e il trumpiano Abelardo de la Espriella - si sono rivolti parole dure nelle ultime interviste concesse alla stampa. Per Cepeda il suo avversario rappresenta "un pericolo per la democrazia, per l'equità sociale e per la vita stessa" in riferimento a presunti legami di 'El Tigre' - come si è autobattezzato il candidato trumpiano - con gruppi paramilitari di destra che operano nel Paese. In un'intervista rilasciata a El País, Cepeda si è detto quindi fiducioso di poter rimontare i tre punti di svantaggio del primo turno, dove si è imposto de la Espriella con il 43,7%. "Abbiamo fatto una campagna segmentata e spiegato in modo trasparente a tutti i settori chi siamo e che vogliamo fare", ha detto. In un'intervista alla rivista Semana, il favorito De la Espriella ha ribadito invece i suoi timori riguardo a possibili brogli. "Non penso di aver già vinto perché affrontiamo una mafia radicale di sinistra che farà tutto il possibile per rimanere attaccata al potere", ha detto, invitando quindi tutta la popolazione a votare. 'El Tigre' ritiene che potrà ottenere "tra i 13,5 e i 14 milioni di voti" dopo averne raccolti 10,3 milioni al primo turno, mentre l'attuale presidente progressista Gustavo Petro era stato eletto nel 2022 con 11,3 milioni di preferenze. La recente preoccupazione manifestata da de la Espriella per gli 80 mila colombiani con alto potere d'acquisto che hanno viaggiato all'estero per seguire la nazionale ai mondiali - tutti suoi potenziali votanti - potrebbe ad ogni modo rappresentare un indizio concreto di un risultato più equilibrato di quello che indicano i sondaggi.  In vista delle elezioni di oggi le frontiere in Colombia sono state chiuse con un anticipo di dodici ore rispetto a quanto previsto inizialmente. Lo ha comunicato lo stesso presidente Gustavo Petro sabato in un messaggio sui social in cui informava che "Il confine con il Venezuela è chiuso dalle 6:00" (le 14 in Italia) e che "le elezioni a Norte de Santander, La Guajira e Arauca si terranno con i cittadini colombiani che voteranno in Colombia" per garantire che il ballottaggio presidenziale di domenica si svolgesse "senza interferenze esterne e con piena trasparenza". I valichi di frontiera terrestri e fluviali con i Paesi limitrofi avrebbero dovuto chiudere alle 18:00 ora locale di sabato (l'una di notte di domenica in Italia) e rimanere chiusi fino alle 6:00 ora locale di lunedì (le 14 in Italia). La misura, informano le autorità elettorali, mira a prevenire potenziali rischi che potrebbero compromettere il processo elettorale, sia in termini di sicurezza che di possibili spostamenti di elettori dai Paesi limitrofi. I principali valichi di frontiera della Colombia sono con il Venezuela e l'Ecuador, mentre i confini con Brasile, Panama e Perù sono per lo più territori di giungla con scarso controllo e presenza statale.


2 commenti:

  1. Manifestazioni di proteste anti-americane e scontri con la polizia poche ore dopo la vittoria del candidato trumpiano Abelardo de la Espriella alle elezioni presidenziali. Nelle strade di Cali, la terza città più grande della Colombia, mille manifestanti hanno bruciato bandiere americane e si sono scontrati con la polizia antisommossa. La polizia ha utilizzato gas lacrimogeni per cercare di disperdere la protesta. Nel piccolo corteo alcuni avevano in mano mattoni e spranghe. Negli scontri si registra anche un morto. Secondo il quotidiano Semana, le autorità hanno confermato che il caso è sotto inchiesta e che, al momento, l'identità della vittima e le circostanze esatte dell'accaduto non sono ancora state accertate. In base alle prime ricostruzioni, un uomo a bordo di una motocicletta è stato raggiunto da colpi d'arma da fuoco sparati da ignoti, che si sono poi dati alla fuga. I disordini si sono poi estese anche a Bogotà. Il segretario distrettuale del governo, Gustavo Quintero, ha riferito che un gruppo di persone, presumibilmente armate di oggetti contundenti e incendiari, ha attaccato le stazioni di polizia dei distretti di Usme e Kennedy, nonché alcune infrastrutture di trasporto della capitale. Sempre a Usme sono stati inoltre segnalati tentativi di saccheggio di negozi a La Marichuela. La polizia sta attualmente conducendo operazioni nel quartiere per contenere la situazione e mantenere l'ordine pubblico. In altre zone si registrano invece scontri tra manifestanti e agenti dell'Unità per il dialogo e il mantenimento dell'ordine (Undmo). Il ministro della Difesa, Pedro Arnulfo Sánchez, ha intanto invitato i cittadini a garantire che le loro proteste si svolgano nel rispetto della Costituzione e della legge. Ha affermato che gli atti di vandalismo contro l'ordine pubblico e le istituzioni "non sono espressioni democratiche, bensì reati penali che devono essere indagati e puniti secondo le normative vigenti". 

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  2. Il riconteggio ufficiale e formale dei voti per legge, inizia il giorno successivo alle elezioni. Per cui già oggi l'Ufficio elettorale nazionale porterà i sacchi contenenti le schede e i moduli, opportunamente sigillati, alle commissioni di scrutinio composte da giudici, notai e altri funzionari. Queste commissioni saranno quindi responsabili della revisione del lavoro svolto dagli scrutatori e in questa sede i responsabili dei candidati hanno la possibilità di presentare reclami, cioè contestare i risultati nei seggi elettorali in cui i loro osservatori ritengono si siano verificate irregolarità.Questi secondi scrutatori potranno esaminare ogni scheda singolarmente, convalidando o invalidando i risultati determinati dagli scrutatori al lavoro in ciascun seggio. In passato i dati finali hanno mostrato delle differenze rispetto al conteggio preliminare. Queste differenze sono generalmente minime e più rilevanti nelle elezioni decise da pochi voti, come le elezioni legislative, rispetto alle elezioni presidenziali. La Missione di Osservazione Elettorale ha affermato che piccole differenze sono comuni e comprensibili come errori umani. Ad esempio, nelle elezioni legislative di marzo, la differenza totale è stata di 37.516 voti, pari allo 0,2% del totale. Al primo turno presidenziali la differenza è stata inferiore allo 0,1%, da ricordare che in questo ballottaggio, lo scarto tra i due candidati è dello 0,94%.

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