mercoledì 10 giugno 2026

A ottobre si vota

[La speranza è il sogno di chi è sveglio .  Aristotele] Il governo Bennett-Lapid è stato il 36º governo d'Israele, nato, dopo le elezioni parlamentari del 2021, in seguito ad un accordo fra Yair Lapid (leader di Yesh Atid) e Naftali Bennett (leader di Nuova Destra). Adesso i due si sono alleati contro Bibi. Ma se dovessero vincere i laburisti si parla già di un primo ministro al di sopra delle parti, rispettato e apprezzato in tutto il mondo: David Barnea ex capo del Mossad.  In Israele, il Primo Ministro benjamin netanyahu è attualmente a processo davanti alla Corte distrettuale (le udienze si tengono tra Gerusalemme e Tel Aviv) con accuse molto serie che ruotano attorno a tre procedimenti principali, noti come Caso 1000, Caso 2000 e Caso 4000. I reati formali contestati dalla magistratura israeliana sono corruzione, frode e violazione della fiducia (breach of trust).  Netanyahu e sua moglie Sara sono accusati di aver ricevuto sistematicamente, per anni, regali di lusso (tra cui sigari di fascia alta, champagne e gioielli) per un valore stimato di circa 250.000 euro da parte di ricchi magnati, in particolare dal produttore cinematografico di Hollywood Arnon Milchan e dal miliardario australiano James Packer. L'accusa sostiene che, in cambio, Netanyahu abbia operato per favorire gli interessi commerciali e personali di questi imprenditori (ad esempio, agevolazioni fiscali o visti d'ingresso). Caso 2000 (Il quotidiano Yedioth Ahronoth): questo filone si concentra sui colloqui intercorsi tra Netanyahu e Arnon "Noni" Mozes, editore di Yedioth Ahronoth, uno dei principali quotidiani israeliani. Secondo i magistrati, i due stavano negoziando un accordo di mutuo favore: Netanyahu avrebbe promosso una legge per danneggiare e limitare la diffusione di Israel Hayom (un quotidiano rivale gratuito), in cambio di una copertura giornalistica più favorevole e morbida nei suoi confronti da parte del gruppo editoriale di Mozes. Caso 4000 (La vicenda Bezeq-Walla). È considerato l'impianto d'accusa principale del processo. Netanyahu è accusato di aver promosso, nella sua veste di Primo Ministro e Ministro delle Comunicazioni, decisioni normative e modifiche regolamentari che hanno fruttato centinaia di milioni di dollari a Shaul Elovitch, all'epoca principale azionista del gigante delle telecomunicazioni israeliano Bezeq. In cambio di questi enormi favori finanziari, Elovitch avrebbe garantito a Netanyahu e alla sua famiglia il controllo editoriale e una linea ampiamente positiva sul popolare sito d'informazione Walla, di proprietà del gruppo. A questo, probabilmente, si aggiungerà, dopo che la Commissione d'inchiesta giudiziaria sul 7.10, che il prossimo governo instituirà, finirà i lavori, un’altra serie di accuse.  Un sondaggio condotto dall'Israel Democracy Institute rivela che il 61% degli israeliani in generale e il 57% degli israeliani di origine ebraica ritengono che Netanyahu non debba ricandidarsi. Il sondaggio rileva inoltre che il 61% degli israeliani è favorevole all'introduzione di un limite di due mandati per i primi ministri dopo la fine del mandato di Netanyahu. La maggioranza degli israeliani ebrei, a prescindere dall'orientamento politico (sinistra, centro e destra), sostiene l'imposizione di un limite di mandati dopo la fine del mandato di Netanyahu. La Francia "ha vietato l'ingesso nel proprio territorio del ministro israeliano Bezalel Smotrich, di quattro responsabili di organizzazioni di coloni e di 21 coloni violenti". Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Jean-Noel Barrot, ricordando che "Bezalel Smotrich promuove attivamente l'annessione della Cisgiordania, che rivendica apertamente, la creazione di nuove colonie in Cisgiordania, la ricolonizzazione di Gaza, il crollo economico dell'Autorità palestinese e le sue conseguenze nefaste sulla popolazione palestinese". Barrot sottolinea che si tratta "di una politica che la stragrande maggioranza della comunità internazionale, fermamente convinta della soluzione a due Stati, non può accettare". Il governo britannico ha invitato le aziende del Paese a cessare ogni attività negli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata. Lo ha annunciato la ministra degli Esteri Yvette Cooper.    "Ho rafforzato le nostre linee guida sui rischi aziendali affinché siano chiare e inequivocabili: se siete cittadini britannici o aziende britanniche, non dovete svolgere alcuna attività economica o finanziaria negli insediamenti israeliani illegali", ha dichiarato la ministra al Parlamento.  "Riteniamo che i gruppi di coloni violenti non debbano trarre profitto dalle terre che hanno sottratto ai palestinesi", ha aggiunto, affermando che le condanne di alcune di queste violenze da parte del governo israeliano "suonano vuote" in assenza di misure concrete per punirle. Un nuovo pacchetto coordinato congiuntamente tra Francia, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Norvegia è stato adottato per "nuove sanzioni contro i responsabili dell'intensificarsi delle attività di insediamento e della violenza in Cisgiordania".  Lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot.


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