domenica 21 giugno 2026

59% contro Bibi

[Il mio gran male è stato sempre e sarà sempre uno: quello di desiderare e sognare, invece di volere e fare. Carlo Emilio Gadda] Immagini dalla periferia di Baalbek, in Libano, a una sessantina di km da Beirut: i servizi d’emergenza al lavoro dopo gli ultimi attacchi aerei israeliani. Secondo le autorità libanesi 18 persone sono rimaste uccise. I nuovi raid in Libano hanno messo sotto pressione la tenuta del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, che prevedeva una cessazione delle ostilità nella regione “su tutti i fronti, incluso il Libano”. Gli attacchi israeliani nel Sud hanno causato anche 33 feriti, mentre Israele ha annunciato la morte di quattro suoi soldati.L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito più di 80 obiettivi di Hezbollah nel Paese in risposta a quelle che ha descritto come “violazioni del cessate il fuoco”. Secondo l’Idf “sono stati colpiti più di 80 centri di comando, terroristi, postazioni di lancio e altri siti infrastrutturali terroristici nella zona di Nabatieh e in altre aree del Libano meridionale, all’interno della zona di sicurezza e oltre”, “decine di terroristi di Hezbollah che operavano nei centri di comando sono stati eliminati”. Hezbollah ha assicurato che i suoi combattenti “difenderanno la loro terra e il loro popolo con grande coraggio”. Dopo ore di tensione però un funzionario israeliano ha confermato che Israele ha accettato un cessate il fuoco nei combattimenti in base al quale le forze dell’Idf resteranno nel Sud del Libano e potranno intervenire contro “minacce emergenti”. È stato concordato un cessate il fuoco dalle 16 (ora locale, le 15 in Italia).Un nuovo raid israeliano ha colpito il centro di Sejoud, nel sud del Libano, dopo l'annuncio del cessate il fuoco tra Israele ed Hezbollah. Lo riferisce l'agenzia nazionale d'informazione libanese (Ani).     L'agenzia di Beirut ha inoltre segnalato il sorvolo di droni sopra alcuni villaggi vicino a Tiro, mentre un corrispondente dell'Afp ha affermato di aver sentito continui colpi di artiglieria a Nabatiyeh. "Dopo una giornata di escalation, su indicazione del primo ministro Benjamin Netanyahu e del Ministro della Difesa Israel Katz, e in coordinamento con gli Stati Uniti, l'Idf ha ricevuto l'ordine di cessare il fuoco in Libano". Lo riferisce Channel 12. La maggioranza degli israeliani ritiene che il primo ministro Benyamin Netanyahu dovrebbe lasciare la politica e non cercare la rielezione nel nuovo voto nazionale. Lo rivela un nuovo sondaggio, il secondo a mostrare un simile risultato questo mese. L'indagine di Channel 12 ha rilevato che il 59% degli intervistati ritiene che Netanyahu non dovrebbe ricandidarsi, il 33% è favorevole, mentre l'8% non è sicuro. Alla domanda su chi dovrebbe guidare il Likud dopo Netanyahu, il 18% ha detto che dovrebbe essere il ministro dell'Economia Nir Barkat, il 9% ha risposto il ministro della Giustizia Yariv Levin, il 7% ha indicato il ministro della Difesa Israel Katz e il 6% ha affermato che dovrebbe essere il presidente della Knesset Amir Ohana. La rete non ha fornito dati sul numero di persone intervistate o sul margine di errore. Un'impennata di violenza armata e poi un fragile cessate il fuoco dominano la scena nel martoriato sud del Libano, in parte occupato dall'esercito israeliano e contrastato dai combattenti di Hezbollah. Mentre il fronte libanese diventa di ora in ora sempre più centrale nelle faticose trattative tra Stati Uniti e Iran, col negoziato che sarebbe dovuto partire a Lucerna rinviato per ora 'sine die'. La relativa e intermittente pausa nelle ostilità tra il movimento di resistenza filo-iraniano e lo Stato ebraico è stata raggiunta con la mediazione congiunta degli Stati Uniti, del Qatar e dell'Iran, ma senza un passaggio formale con il governo di Beirut e con la presidenza libanese. Come a certificare che, a questo stadio dei negoziati, l'attore politico libanese più rilevante è in effetti il Partito di Dio. Il cessate il fuoco è entrato in vigore alle 16 locali, le 15 in Italia, dopo "dodici ore infernali" in cui Israele aveva deciso di avviare un'escalation militare dopo l'annuncio dell'uccisione di quattro militari nel sud del Libano, colpiti da ordigni dei combattenti locali. Ai 28 uccisi della giornata di giovedì se ne sono aggiunti altri 47, tra cui molti sfollati e soccorritori. Israele ha ammesso di aver intensificato l'offensiva dopo l'uccisione dei quattro soldati dell'esercito di occupazione, con il premier Benjamin Netanyahu che ha parlato di "150 obiettivi di Hezbollah" colpiti e dell'eliminazione di decine di combattenti". L'avvitamento nel sud del Libano ha avuto un effetto diretto anche nel campo negoziale più ampio, tanto che il previsto incontro tra americani e iraniani in Svizzera è stato cancellato e posticipato a data da destinarsi, forse nei prossimi giorni. L'Iran, che ha condannato gli attacchi israeliani in Libano, è tornato a collegare lo scenario mediterraneo alle trattative con Washington, ritenendo gli Stati Uniti "responsabili diretti" della situazione. Il presidente Trump si è allineato, di fatto, a questa lettura, assicurando di poter contenere Israele in Libano. La Casa Bianca ha finora identificato il "Libano" più con la sua capitale, Beirut, che con il sud del Paese: qui Israele ha ribadito di voler rimanere nella "zona di sicurezza", che si estende chilometro per chilometro con il passare delle settimane. In mattinata e prima del cessate il fuoco, mentre l'aviazione martellava il fronte più a nord, l'esercito israeliano tentava di sfondare le linee nel settore di Nabatiye, per conquistare una collina strategica da cui controllare l'area montagnosa dove si ritiene che Hezbollah abbia una fitta rete di gallerie e basi di lancio di missili. Nel pomeriggio Hezbollah ha detto di voler rispettare il cessate il fuoco "se Israele lo rispetta", ricordando che il movimento si riserva il "diritto di rispondere" agli attacchi nemici. Gli hanno fatto eco fonti dell'esercito israeliano, secondo cui "se Hezbollah non ci attacca siamo in una situazione di cessate il fuoco". In serata è poi apparso un filmato di Hezbollah molto esplicito: "Dal momento che finirete comunque per ritirarvi, perché essere l'ultimo soldato a cadere?". Il video mostra i ritratti di soldati israeliani uccisi nel sud del Libano, con le loro foto sovrapposte a reticoli di mira.


Nessun commento:

Posta un commento