venerdì 29 maggio 2026

Paesi Brics con Cuba

[L'uomo è soltanto un errore di Dio? Oppure Dio è soltanto un errore dell'uomo? F.Nietzsche] Il governo di Cuba ha denunciato che circa il 28% della popolazione dell'isola soffre problemi nell'approvvigionamento di acqua corrente a causa della crisi energetica aggravata dal blocco petrolifero imposto dagli Stati Uniti e dalle più recenti sanzioni economiche contro il Paese.     Secondo i dati diffusi alla tv di Stato dal presidente dell'Istituto nazionale delle risorse idrauliche (Inrh), Antonio Rodriguez, circa 2,7 milioni di persone incontrano difficoltà nell'accesso regolare all'acqua potabile. Rodriguez ha spiegato che la carenza di carburante e i blackout stanno compromettendo il funzionamento delle stazioni di pompaggio, degli impianti di trattamento e dei sistemi di distribuzione idrica. Il deficit energetico ha inoltre provocato un aumento dei guasti alle apparecchiature e alle condotte. Secondo il governo, anche le difficoltà di accesso ai finanziamenti internazionali e il ritiro di diversi fornitori stranieri avrebbero aggravato la situazione del settore idraulico, considerato tra i più colpiti dalle restrizioni statunitensi. Le autorità hanno annunciato l'intenzione di accelerare la transizione verso fonti rinnovabili, con l'obiettivo di alimentare con energia pulita il 52% delle circa 3.300 stazioni di pompaggio del Paese. La scarsità di combustibile ha causato blackout quotidiani superiori alle 20 ore in diverse regioni dell'isola, alimentando il malcontento sociale e paralizzando ampi settori dell'economia.  I ministri degli Esteri dei Paesi Brics (ovvero Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica a cui poi si sono aggiunti Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Iran e Indonesia) hanno ribadito la necessità di porre fine alle misure economiche, commerciali e finanziarie contro Cuba, secondo il documento finale della riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS pubblicato in questi giorni.   “Sottolineando il carattere dell’America Latina e dei Caraibi come zona di pace, fondata sul rispetto reciproco, sulla risoluzione pacifica delle controversie e sul non intervento, i Ministri hanno espresso preoccupazione per l’evolversi della situazione relativa a Cuba. A tale riguardo, hanno ribadito la necessità di porre fine alle misure economiche, commerciali e finanziarie contro Cuba in conformità con la Risoluzione A/79/80 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite”, si legge nella dichiarazione.  L'ennesimo collasso energetico aggrava la tensione sociale a Cuba, dove blackout sempre più lunghi stanno alimentando proteste e scontri con le autorità.    Nelle ultime ore la petroliera russa "Universal", carica di circa 250mila barili di diesel e inizialmente diretta verso l'isola, ha cambiato rotta allontanandosi dai Caraibi verso l'Atlantico meridionale. Secondo analisti energetici, la nave - appartenente alla flotta russa colpita dalle sanzioni per la guerra in Ucraina - sarebbe rimasta per oltre un mese in attesa senza autorizzazione a scaricare combustibile a Cuba.    Intanto la Unión Eléctrica cubana ha annunciato per questa sera un deficit record di 2.147 megawatt, con appena un terzo della domanda nazionale coperta.Fuori servizio anche la centrale termoelettrica Antonio Guiteras, la più importante del Paese, mentre diverse altre unità risultano guaste o in manutenzione. La piattaforma galleggiante di Regla, all'Avana, è ferma per mancanza di carburante.    La crisi ha provocato nuove manifestazioni popolari. Nel quartiere capitolino di Centro Habana decine di residenti hanno bloccato Calle Monte con barricate e cassonetti incendiati dopo oltre 14 ore senza corrente. Nei video diffusi sui social si sentono slogan come "Libertad" e "Patria y Vida". Episodi simili si sono registrati anche a Villa Clara e Guanabacoa. Secondo organizzazioni indipendenti, la polizia in alcuni casi avrebbe sparato colpi in aria per disperdere i manifestanti. La mancanza di elettricità sta causando anche interruzioni nell'approvvigionamento idrico e nella conservazione degli alimenti, aggravando ulteriormente la crisi economica dell'isola. Il governo di Cuba ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale la lista dei 2.010 prigionieri graziati ad aprile, un provvedimento definito un "gesto solidario umanitario e sovrano" per la Settimana Santa.     Il presidente Miguel Díaz-Canel ha firmato il decreto per "graziare totalmente e definitivamente" i detenuti, considerando i fatti commessi, la condotta e la pena scontata.    Tra i liberati figurano donne, giovani, anziani e stranieri, mentre sono esclusi gli autori di reati come omicidio, aggressione e narcotraffico.Le autorità precisano che "si tratta della seconda scarcerazione di persone private della libertà di quest'anno".     A marzo, altri cinquantuno individui erano stati liberati per lo "spirito di buona volontà, di strette e fluide relazioni tra lo Stato cubano e il Vaticano". Tuttavia, l'organizzazione spagnola Prisoners Defenders ha denunciato che, all'interno di questo nuovo gruppo, è stato confermato al momento un solo prigioniero politico.  Il Pentagono ha gettato le basi per lanciare un attacco o invadere Cuba se Donald Trump lo ordinerà. Lo riporta Politico, sottolineando che gli asset militari sono stati posizionati per rendere le forze americane pronte per vario tipo di operazioni, dalla cattura della leadership cubana a una serie di attacchi di precisione.     L'amministrazione si trova a dover decidere in tempi stretti.     Molte delle navi schierate infatti stanno per raggiungere i dieci mesi in mare, più dei consueti sei o sette mesi. Questo sta destando preoccupazione fra i funzionari della difesa, che temono per il logoramento degli equipaggi e per la pressione ulteriore sulla Marina, al momento impegnata anche nel blocco nel Golfo Arabico. 

1 commento:

  1. Alti ufficiali militari americani e cubani si sono incontrati venerdì a Guantanamo Bay, la base statunitense sull'isola caraibica, nel mezzo delle relazioni tese tra Washington e L'Avana dopo la minacciata "presa di controllo" minacciata dal presidente Donald Trump.    Il generale statunitense Francis Donovan ha incontrato il generale cubano Roberto Legra Sotolongo "per un breve scambio su questioni di sicurezza operativa", ha dichiarato il Comando Sud militare degli Stati Uniti (Southcom) in un post su X, accompagnato da una fotografia dell'incontro.     Il comandante del Southcom, il generale Francis L. Donovan, ha incontrato il generale di corpo d'esercito, il generale Roberto Legrá Sotolongo, primo vice ministro del Capo di Stato maggiore generale e altri alti dirigenti dell'esercito cubano presso "il perimetro della stazione navale di Guantánamo Bay, a Cuba, per un breve scambio su questioni di sicurezza operativa". Il generale Donovan ha inoltre condotto "una valutazione della sicurezza perimetrale della base navale e ha discusso con gli ufficiali della base la protezione della forza, la sicurezza dei membri del servizio e delle loro famiglie e la prontezza operativa". La base navale di Guantanamo Bay "è un hub operativo e logistico vitale che supporta gli sforzi militari statunitensi per contrastare le minacce alla sicurezza, alla stabilità e alla democrazia nel nostro emisfero". Donovan, in base a un altro post sempre corredato da foto, "ha ispezionato personalmente tutti gli aspetti della situazione di sicurezza della stazione navale di Guantanamo Bay, conducendo una valutazione completa della sicurezza perimetrale, discutendo la protezione delle truppe, la prontezza operativa e le misure per garantire l'incolumità dei membri del servizio, delle loro famiglie e della forza congiunta di stanza presso l'installazione con i funzionari della base". 


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