[La filosofia non è un tempio, ma un cantiere. Georges Canguilhem] Sono consultabili per la prima volta online con facilità, attraverso un motore di ricerca, i nomi degli iscritti al partito nazionalsocialista (Nsdap) in Germania tra il 1925 e il 1945. L'archivio era già conservato ed era stato progressivamente digitalizzato negli Usa dai National Archives and Records Administration con milioni di schede, ma si trattava di una documentazione accessibile finora solo in modo limitato e difficilmente consultabile nella sua interezza. Dal 2 aprile il settimanale tedesco Die Zeit ha reso i dati consultabili sul proprio sito online, rielaborando il materiale con strumenti di intelligenza artificiale e creando un motore di ricerca per nome e luogo di nascita. Il database si basa sullo schedario degli iscritti al partito nazionalsocialista, che nel Terzo Reich veniva compilato in modo sistematico. Ogni scheda riporta informazioni personali, tra cui data e luogo di nascita, numero di tessera e data di adesione. Gli storici stimano che gli iscritti al partito nazionalsocialista siano stati oltre 10 milioni. La documentazione non è completa, ma rappresenta una delle fonti più estese disponibili sulla composizione del partito. Alla fine della Seconda guerra mondiale gran parte dell'archivio rischiò di essere distrutta, ma una quota significativa fu preservata e successivamente utilizzata dagli Alleati nel processo di denazificazione. Gli esperti sottolineano che l'iscrizione al Nsdap non implica automaticamente responsabilità penali e deve essere valutata nel contesto storico individuale. Un 19enne è agli arresti domiciliari con l'accusa di aver guidato una rete online di giovani estremisti neonazisti e antisemiti. L'operazione, coordinata dalla Procura di Milano e dalla Procura per i minorenni, ha portato anche a 15 perquisizioni in tutta Italia, nove delle quali nei confronti di minorenni. Il giovane, italiano residente a Pavia, è ritenuto dagli investigatori promotore e amministratore di un gruppo, una chat chiamata 'Terza posizione' che avrebbe diffuso propaganda razzista e religiosa, contenuti di minimizzazione della Shoah e messaggi di apologia del genocidio del popolo ebraico. La chat è al centro dell'indagine della Digos di Milano, con il supporto della Digos di Pavia e della Direzione centrale della Polizia di prevenzione. Il nome richiama l'omonima formazione eversiva degli anni Settanta e accessibile, secondo gli inquirenti, a un centinaio di utenti. In quello spazio virtuale circolavano materiali neofascisti, neonazisti e apertamente antisemiti, con esaltazione di autori di stragi suprematiste come Brenton Tarrant, responsabile dell'attacco di Christchurch del 2019, e riferimenti a Stephan Balliet, autore dell'attentato del 2019 ad Halle, in Germania. Tra i contenuti emersi anche la cosiddetta "white jihad", una miscela ideologica tra simboli e propaganda dell'estrema destra radicale e richiami al terrorismo jihadista, accomunati dall'antisemitismo. Il 19enne avrebbe inoltre creato un canale parallelo chiamato "Centro Studi Terza Posizione" e redatto, con altri indagati, un documento in cinque punti dal titolo "Manifesto della Terza Posizione", con contenuti antisemiti e propositi eversivi. Secondo l'accusa, la propaganda online puntava anche a spingere il gruppo ad agire nel "mondo reale", organizzando sul territorio "Squadroni d'Azione Rivoluzionaria" e invocando aggressioni, mai però concretamente realizzate. Le perquisizioni hanno riguardato giovani residenti nelle province di Cagliari, Caserta, Cosenza, Matera, Perugia, Roma, Salerno, Siena, Torino e Viterbo. In un ulteriore intervento a Pescara è stato controllato un 22enne, che sui social avrebbe mostrato armi da fuoco e si definiva responsabile locale di un altro gruppo chiamato "Nuova Italia". Nel corso delle attività sono stati sequestrati telefoni e computer, materiale di propaganda, diverse armi bianche e, in un caso, materiali ritenuti compatibili con la fabbricazione di esplosivi. Inviti a scendere in piazza con "la mazza da baseball", suggerimenti a portare "un coltello" e "una molotov", accanto a messaggi antisemiti, suprematisti e filo Hamas. Sono alcuni dei contenuti riportati nell'ordinanza con cui la gip di Milano Rossana Mongiardo ha disposto i domiciliari per un diciannovenne di Pavia, nell'inchiesta della Digos coordinata dal pm Alessandro Gobbis, ritenuto promotore di una rete estremista online frequentata anche da minorenni. Secondo gli atti, il giovane avrebbe amministrato chat e canali usati per diffondere propaganda neonazista e razzista, con l'obiettivo di portare il gruppo fuori dal web e "nel mondo reale", organizzandosi in "Squadroni d'Azione Rivoluzionaria". Tra i messaggi acquisiti dagli investigatori compaiono frasi come "Sempre in prima linea contro il sionismo e l'ebraismo internazionale", "La razza bianca è una razza di conquistatori, dobbiamo avere una guerra" e "Prendo la mazza di baseball e scendo in piazza". In un'altra conversazione un utente suggerisce di portare "un coltello pure te", ricevendo come risposta: "Ma io ci butterei anche una molotov". Negli atti vengono inoltre segnalati contenuti di sostegno ad Hamas, immagini con bandiere dell'Isis e materiali riconducibili alla cosiddetta "white jihad", formula con cui gli investigatori indicano la contaminazione tra propaganda suprematista e richiami jihadisti, accomunati dall'antisemitismo. In alcune conversazioni si legge anche: "Basta aspettare e un giorno useremo la testa di ogni singolo ebreo come palla da calcio".
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