[Amarillo Slim, uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi, seguiva sempre una massima del padre: puoi tosare una pecora molte volte, ma puoi scuoiarla una volta sola. Matt Damon / Mike McDermott nel film “Rounders”] Per evitare che Città del Messico si fermi durante la rassegna calcistica del 2026, la sindaca Clara Brugada ha proposto di sospendere le lezioni e favorire il lavoro da remoto nei giorni delle partite previste allo Stadio Banorte, il nuovo nome dello storico Azteca. In conferenza stampa, la prima cittadina ha spiegato l'iniziativa: "Abbiamo chiesto a molti settori, al ministero della Pubblica Istruzione, di stabilire che in quei giorni le lezioni vengano sospese". L'appello si estende anche al settore privato per agevolare la viabilità cittadina. "Ai vari coordinamenti aziendali - ha aggiunto - chiediamo di fare il possibile affinché i dipendenti possano lavorare da casa, come si è fatto nei momenti della pandemia". Lo scopo è accordarsi per avere "le migliori condizioni per evitare maggiori tensioni nel traffico o in altri spazi". Le cinque date delle gare, tra cui la partita inaugurale dell'11 giugno, non interferiscono comunque con gli eventi principali del calendario scolastico. Dopo diciotto mesi di lavori, la società che gestisce lo Stadio Azteca — recentemente ribattezzato Stadio Banorte — ha consegnato il complesso alla Fifa. L'impianto si chiamerà temporaneamente "Stadio di Città del Messico" per eliminare i riferimenti agli sponsor e, come sottolinea un comunicato, "farà storia come l'unico a livello globale a ospitare tre rassegne iridate". L'arena ha subito un vasto rinnovamento tecnologico per rispettare i requisiti richiesti in vista della gara inaugurale dell'11 giugno. Le novità comprendono un campo in erba naturale rinforzata, moderni impianti sonori e grandi schermi luminosi. Sono state inoltre posate reti ottiche per offrire un collegamento Wi-Fi gratuito al pubblico, oltre alla creazione di ampie zone di accoglienza e svago. I gestori hanno dichiarato: "È motivo di enorme orgoglio far parte di questo momento storico per il Messico e per il calcio internazionale". Affidando l'operatività alla Fifa per la durata della competizione, i responsabili hanno concluso: "Auguriamo successo a tutte le nazionali che giocheranno nel nostro campo, in particolare alla nostra nazionale, quella del Messico". Comprendere se l'Iran parteciperà ai Mondiali di calcio in programma tra meno di un mese in Usa, Messico e Canada è complesso quanto prevedere di questi tempi l'andamento del prezzo del petrolio. Le voci di un'intesa fanno scendere l'indice, ma l'esplosione di tre droni sugli Emirati Arabi lo fanno nuovamente schizzare alle stelle. Così l'intesa che nell'ultimo weekend sembrava vicinissima tra Teheran e Fifa risente inevitabilmente delle nuove minacce di ripresa della guerra da parte di Donald Trump. Sia come sia, la Nazionale iraniana ha raggiungo la Turchia per il proprio ritiro pre-Coppa del Mondo. Ieri il via libera definitivo per la partecipazione dell'Iran al torneo era apparsa davvero ad un passo. I rappresentanti della federazione iraniana e quelli della federazione internazionale si sono incontrati in campo neutro ad Ankara: "un incontro costruttivo", lo ha definito il segretario generale della Fifa, Mattias Grafstrom, che ha voluto gestire personalmente il dossier. Giudizio positivo, quindi, confermato per la prima volta anche da un 'falco' come il numero 1 della Federcalcio di Teheran, Mehdi Taj. Il clima sembrava essersi finalmente rasserenato, dopo gli scontri degli ultimi mesi: la Fifa ha rassicurato che gli Usa non porranno problemi sui visti; l'Iran ha finalmente aperto all'ipotesi di giocare negli States; e soprattutto la squadra ha avuto l'input di volare in Turchia per rifinire la preparazione e svolgere in loco le procedure per i visti. La macchina, insomma, si è mossa. La squadra iraniana - 22 giocatori e lo staff tecnico - è arrivata ad Antalya ed il 29 maggio giocherà una amichevole con il Gambia ed in Turchia dovrebbe rimanere alcune settimane. "I giocatori completeranno all'estero le domande di visto", ha confermato l'allenatore Amir Ghalenoei. Per i calciatori è, infatti, impossibile allenarsi in patria vista la non remota ipotesi di bombardamenti da parte di Usa ed Israele. Il problema dei visti, peraltro, riguarderebbe non tanto i giocatori quanto lo staff che dovrebbe accompagnare i calciatori al Mondiale. Alcuni di loro, secondo fonti statunitensi, potrebbero avere legami con i Pasdaran che sono considerato un'organizzazione terroristica e, quindi, essere respinti alla frontiera. Ma su questo punto la Fifa avrebbe garantito un intervento risolutore. In ogni caso, soltanto all'ultimo momento la delegazione dell'Iran dovrebbe dirigersi negli States, a Tucson, in Arizona dove ha organizzato il proprio quartier generale. Il debutto è previsto il prossimo 15 giugno a Los Angeles contro la Nuova Zelanda. La squadra, che fa parte del Gruppo G, resterà poi in California per affrontare il Belgio, mentre dovrà trasferirsi a Seattle per l'ultima partita del girone contro l'Egitto. Il programma c'è, sarà da vedere se si riuscirà, da parte di tutti, a rispettarlo.
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