[La cosa migliore è vivere nell'uguaglianza; il nome stesso della moderazione già solo a pronunciarsi è bello; seguirla,poi,è quanto di meglio c’è per gli uomini. Euripide, Medea]”Non voglio che qualcuno dichiari l'indipendenza e che gli Usa debbano percorrere 15.000 chilometri per andare in guerra". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox News a proposito di Taiwan. "Non è cambiato nulla" nella politica degli Stati Uniti verso Taiwan. "Voglio che si calmino. Voglio che la Cina si calmi", ha detto Trump che poi non si è voluto impegnare formalmente sulla questione della vendita di armi a Taipei. "Potrei farlo. Potrei non farlo", ha dichiarato alla Fox Bret Baier.” Non vogliamo scatenare guerre. Se si mantenesse lo status quo, credo che la Cina non avrebbe nulla da obiettare. Ma non vogliamo che qualcuno si senta autorizzato a dire: 'Dichiariamo l'indipendenza, tanto gli Stati Uniti ci coprono le spalle'", ha insistito. Il governo taiwanese rivendica la propria indipendenza in risposta alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che metteva in guardia contro qualsiasi dichiarazione di indipendenza che potesse scatenare una guerra con Pechino, "Taiwan è una nazione democratica, sovrana e indipendente, non subordinata alla Repubblica Popolare Cinese", ha affermato il Ministero degli Esteri taiwanese, aggiungendo che la vendita di armi rientra negli impegni di sicurezza degli Stati Uniti nei confronti di Taiwan e che, a questo proposito, la politica di Washington rimane "invariata". Trump ha negato che l'avvertimento di Xi Jinping su Taiwan fosse una "minaccia" agli Stati Uniti, come hanno sottolineato molti commentatori anche repubblicani. I rapporti tra Taiwan e Israele hanno radici profonde, nate durante la guerra fredda quando entrambi erano considerati avamposti sostenuti dagli Stati uniti in funzione anticomunista. Negli anni ’60 e ’70 la cooperazione tocca anche ambiti sensibili come la vendita di armi e lo sviluppo tecnologico-militare. Dopo la democratizzazione taiwanese, la relazione si è concentrata su commercio e cooperazione scientifica. Col netto miglioramento delle relazioni con la Cina, Israele è peraltro stata attenta a bilanciare i rapporti con Taipei. Il premier di Taiwan, Lai Ching‑te (detto William), ha svelato il 10 ottobre la nascita del T-Dome, una “rete di difesa aerea multistrato” ispirata all’Iron Dome israeliano, per proteggere infrastrutture e abitati da attacchi missilistici e con droni. Tel Aviv fornirebbe a Taiwan componenti radar e piani missilistici. Lo scudo non era nel bilancio di Taipei per il 2026, ma il viceministro della difesa dell’isola ha visitato Tel Aviv a settembre per colloqui con aziende attive in Iron Dome.
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