[Anche quando ci colpisce una disgrazia possiamo porci due domande: mi merito questa crisi? Posso affrontarla con coraggio? Gregory David Roberts] La Germania punta sull'alta tecnologia, sulla produzione delle armi, la sorveglianza dello spazio e un aumento degli uomini e delle donne attivamente impegnati militarmente, "ripensando" la funzione dei riservisti del suo esercito. È quello che emerge dal piano strategico per la Bundeswehr, presentato a Berlino dal ministro della Difesa Boris Pistorius, che ha messo in chiaro: la minaccia maggiore per la repubblica federale è la Russia. Mosca infatti "attraverso il riarmo si sta preparando ad uno scontro militare con la Nato e considera l'uso della forza militare uno strumento legittimo per imporre i propri interessi", si legge nel documento citato dalla Dpa. In questo quadro, lo Stato, l'economia e i cittadini tedeschi rappresentano un bersaglio. Tutta la società tedesca nel suo insieme è un target del Cremlino, stando al testo. Putin vuole indebolire e dividere l'Alleanza atlantica, aumentare la sua influenza in Europa, e sta già conducendo una guerra ibrida contro la Germania, vi si ribadisce. Uno scenario che non è solo Berlino ad evocare, ma che emerge anche da analisi dell'intelligence olandese, in cui ci si spinge anche a ipotizzare che la Russia possa iniziare una guerra con la Nato "entro un anno" dalla fine del conflitto in Ucraina, con lo scopo di provocare una spaccatura fra i Paesi dell'Alleanza Atlantica. Lo sostengono fonti dell'intelligence militare olandese (Mivd) citate dal tabloid britannico Daily Express. Nello specifico, stando a quanto attribuito a queste fonti, Mosca potrebbe essere in grado di ricostituire un potenziale da combattimento sufficiente nel giro di 12 mesi, una volta concluse le ostilità con Kiev. "Il mondo è diventato più incalcolabile e sì, anche più pericoloso", ha aggiunto Pistorius parlando con la stampa. "Stiamo formando l'esercito convenzionale più forte d'Europa", ha detto, mentre il generale Carsten Breuer, numero uno della Bundeswehr, ha spiegato a die Zeit che questo obiettivo sarebbe realizzabile "entro 13 anni". Breuer ha anche affermato che i militari lavorano al 'worst case scenario' di un'uscita degli Usa dalla Nato, sebbene non ritengano che ciò accadrà. Neanche Washington può avere interesse a rinunciare agli snodi militari europei. "Sono convinto - ha inoltre affermato - che se continueremo sulla strada che stiamo percorrendo, saremo in grado di esercitare già nel 2029 una deterrenza tale che la Russia non attaccherà". Riguardo ai numeri, Pistorius ha ribadito che l'obiettivo è quello di poter contare su 260 mila soldati e 200 mila riservisti, anche se per ora in Germania - che ha un esercito di 186 mila militari - il servizio militare resterà volontario. "Stiamo modificando il concetto di riservisti - ha aggiunto poi - non dovranno essere attivi militarmente solo se necessario, ma essere al livello dei soldati e delle soldatesse". Inoltre si punterà sulla tecnologia: robotica, computer quantistici, droni. Nei giorni scorsi in Germania il ministero della Difesa aveva dovuto correre ai ripari, dopo che era emerso che nella legge sulla riforma della leva fosse previsto che tutti gli uomini fra i 17 e i 43 anni potranno lasciare la Germania per soggiorni superiori a tre mesi soltanto con l'autorizzazione dell'esercito. Una prescrizione (passata a lungo inosservata) che ha sollevato critiche e polemiche e rispetto alla quale il dicastero di Pistorius ha fatto marcia indietro, dal momento che, hanno sottolineato, il servizio militare non è obbligatorio. Per ora. "Dobbiamo essere preparati anche alle cattive notizie: le guerre si sviluppano per fasi, ma dobbiamo stare al fianco dell'Ucraina nella buona e nella cattiva sorte". Lo ha detto il segretario generale Rutte nel corso di un'intervista all'emittente televisiva tedesca Ard. "Dobbiamo essere preparati per il lungo periodo", ha sottolineato Rutte a Berlino, osservando che l'esito della guerra non può essere previsto. "Le guerre sono intrinsecamente imprevedibili, l'unica cosa che sappiamo è che più sosteniamo l'Ucraina, più velocemente questa guerra finirà", ma "gli eventi intorno al tavolo negoziale sono legati in modo indissolubile alla situazione sul campo di battaglia". Il segretario generale dell'Alleanza ha anche posto l'accento sulla necessità di aumentare le munizioni per sostenere Kiev, ammettendo che i Paesi della Nato non sono finora stati in grado di soddisfarne la crescente domanda."È un momento molto importante, il momento in cui stiamo aspettando la decisione politica sull'Ucraina per l'inizio dei negoziati d'adesione all'Ue. Questa decisione avrà un ruolo fondamentale per la storia non solo dell'Ucraina ma dell'intera Europa". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso di una conferenza stampa congiunta a Kiev con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Con l'avvio dei negoziati, ha sottolineato, "garantiremo nuove basi per la crescita dell'Ucraina e di tutti i Paesi europei" e "garantiremo al nostro Paese e al popolo ucraino la vera sicurezza economica e sociale". L'esercito ucraino ha annunciato che ha "colpito con successo" nella notte fra domenica e lunedì un sistema di difesa antiaereo russo nella Crimea annessa da Mosca. "Le forze armate ucraine hanno colpito con successo un sito strategico del sistema di difesa antiaerea sulla costa occidentale della Crimea", ha informato su Telegram il centro di comunicazione strategica dell'esercito, senza fornire ulteriori dettagli. Le autorità russe non hanno rilasciato commenti al riguardo, ma il canale Telegram Rybar, vicino all'esercito russo e seguito da più di 1,2 milioni di persone, ha denunciato un "attacco combinato" di Kiev contro la penisola ucraina, annessa alla Russia nel 2014. Secondo questo canale, le forze ucraine hanno lanciato due missili americani Atacms (Army Tactical Missile System) nei dintorni del villaggio di Olenivka, situato a Capo Tarkhankout (Crimea occidentale). I tentativi russi di abbattere i missili sono falliti, ma l'attacco non ha causato gravi danni, ha assicurato Rybar. Poco dopo, tre droni navali ucraini sono stati rilevati al largo delle coste di Sebastopoli, porto della flotta russa del Mar Nero in Crimea, ha riferito lo stesso canale assicurando che due di loro erano stati distrutti. Successivamente, il ministero della Difesa russo ha detto che le forze ucraine hanno tentato di attaccare il ponte di Crimea con otto missili Storm Shadow, che sono stati tutti abbattuti. Il bilancio dei soldati russi uccisi in Ucraina dall'inizio del conflitto ha sfiorato ieri la soglia dei 500mila: lo scrive su Facebook lo stato maggiore delle Forze armate di Kiev, come riporta Ukrinform. Dal 24 febbraio 2022, giorno in cui la Russia ha invaso l'Ucraina, Mosca ha perso 499.080 militari, di cui 660 nella giornata di ieri. Inoltre, secondo il rapporto dell'esercito, le truppe ucraine hanno distrutto finora 7.175 carri armati nemici, 9.188 sistemi di artiglieria, 758 sistemi di difesa aerea, 520 aerei, 624 elicotteri, 9.399 droni, 3.544 missili da crociera, 40 tra navi e imbarcazioni e un sottomarino.
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