venerdì 3 aprile 2026

Prepararsi al peggio

[La condizione dell'uomo è una condizione di guerra di ciascuno contro ogni altro. Hobbes]"Gli ultimi dati disponibili sono coerenti con una crescita del Pil modesta nel primo trimestre del 2026". Tuttavia col deflagrare della guerra in Medio Oriente "i rischi per le prospettive di crescita sono orientati al ribasso, soprattutto nel breve termine". Lo scrive la Bce nel bollettino economico di marzo, basato su dati aggiornati al 18 marzo. Se, prima della guerra, l'economia mondiale mostrava "segnali di tenuta", ora "l'esperienza dei passati shock energetici avversi suggerisce che l'erosione del reddito reale e il deterioramento del clima di fiducia che ne conseguono potrebbero gravare in misura significativa sui consumi privati" - scrive la Bce - "la forza di tali effetti dipenderà dall'intensità e dalla durata del conflitto, nonché dalla conseguente sua trasmissione".  Il rialzo dei prezzi dei beni energetici causato dalla guerra in Medio Oriente spingerà l'inflazione "al di sopra del 2% nel breve periodo", con un brusco rialzo al 3,1% nel secondo trimestre del 2026, cui farebbe seguito un calo al 2,8% nel terzo trimestre a seguito della flessione delle quotazioni delle materie prime energetiche implicita nei prezzi dei contratti future, scrive ancora la Bce nel bollettino economico, che tuttavia incorpora gli scenari di rischio presentati dalla Bce la scorsa settimana e avverte: "i rischi per le prospettive di inflazione sono orientati al rialzo, soprattutto nel breve termine. Il protrarsi della guerra in Medio Oriente potrebbe comportare un rincaro dei beni energetici più accentuato e duraturo di quanto atteso attualmente, spingendo a un ulteriore rialzo l'inflazione dell'area dell'euro".  Negli Stati Uniti, prosegue la Bce, la crescita "ha subito un notevole rallentamento", scendendo nel quarto trimestre 2025 "allo 0,2% su base trimestrale, dall'1,1 del terzo trimestre". L'istituto centrale europeo presenta i dati sulla crescita statunitense - influenzata a fine 2025 dallo shutdown - in maniera diversa rispetto alle statistiche ufficiali Usa che invece riportano uno 0,7% di crescita annualizzata. Con una crescita dello 0,2% l'economia americana è cresciuta allo stesso ritmo di quella europea a fine 2025. Nel decidere sui tassi d'interesse il Consiglio direttivo della Banca centrale europea "non intende vincolarsi a un particolare percorso dei tassi"  e seguirà un approccio guidato dai dati secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione". Le decisioni saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione, ma anche sui "rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell'inflazione di fondo e dell'intensità della trasmissione della politica monetaria".    Donald Trump si rivolge agli americani dalla Casa Bianca per la prima volta dall'inizio della guerra in Iran. Un discorso di 19 minuti in cui spiega il perché della guerra e assicura: colpiremo duramente l'Iran nelle prossime due-tre settimane, lo faremo tornare "all'età della pietra". E se non sarà raggiunto un accordo tramite le vie diplomatiche che sono in moto "colpiremo i loro impianti elettrici". "Sto facendo quello che nessun altro presidente era disposto a fare. Loro hanno fatto errori, io li sto correggendo", ha detto puntando il dito contro il "disastroso" accordo sul nucleare con Teheran di Barack Obama. "Nelle ultime quattro settimane, le nostre forze armate hanno conseguito sul campo di battaglia vittorie rapide, decisive e schiaccianti", ha messo in evidenza, precisando come gli Stati Uniti stanno "smantellando sistematicamente la capacità del regime di minacciare l'America o di proiettare la sua potenza oltre i propri confini. Siamo vicini a finire il lavoro e lo finiremo molto presto". Poi ha cercato di rassicurare gli americani. "Considerate" la guerra con l'Iran "un investimento nel futuro dei vostri figli e dei vostri nipoti". Un breve accenno lo ha fatto anche all'impatto economico del conflitto: i rincari della benzina "sono di breve termine. Gli Stati Uniti non sono mai stati più pronti economicamente, e siamo in splendida forma per il futuro". Trump ha quindi ringraziato gli alleati in Medio Oriente (da Israele all'Arabia Saudita, passando per Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Kuwait) e puntato il dito contro i paesi che ottengono il loro petrolio tramite lo Stretto di Hormuz. "Noi non ne importiamo e non ne importeremo. Non ne abbiamo bisogno. Abbiamo decimato l'Iran economicamente e militarmente e ora i paesi che ricevono il greggio dallo Stretto dovrebbero prendersene cura. Andate allo Stretto e prendetelo", ha ribadito insistendo sull'idea che il passaggio riaprirà naturalmente una volta che la guerra sarà finita. "All'inizio dell'operazione Epic Fury ho detto che sarebbe andata avanti fino al pieno raggiungimento dei nostri obiettivi.  Posso dirvi che siamo sulla strada per completarli a breve", ha aggiunto precisando che "il cambio di regime non era obiettivo. Non abbiamo mai detto cambio di regime, ma è avvenuto perché tutti i leader sono morti. I nuovi sono più ragionevoli".   "Le tensioni sui mercati energetici preoccupano non solo per l'impatto immediato su inflazione e crescita, ma anche per le possibili ripercussioni sulla stabilità finanziaria". Lo afferma il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta nel suo intervento alla conferenza con il ministero degli affari esteri secondo cui se si sommano la crisi politica, quella energetica e quella finanziaria "la situazione diventa particolarmente delicata". "In presenza di volatilità e incertezza elevate, le fragilità preesistenti potrebbero trasformarsi in canali di amplificazione degli shock" spiega.  Panetta, vista la crisi energetica e geopolitca in corso per la guerra in Iran, esorta a mantenere presso i mercati la buona percezione "sulla tenuta della finanza pubblica italiana", che "fino a ora ci ha tenuto al riparo". Parlando alla conferenza del ministero degli esteri ha ricordato "gli alti livelli di debito pubblico in molte economie, che limitano lo spazio per interventi di bilancio e accrescono i rischi per i mercati. Variazioni nella percezione del rischio da parte degli investitori globali possono così tradursi rapidamente in tensioni sui titoli sovrani e nei flussi di capitale". S&P ha ridotto sensibilmente le stime di crescita dell’Italia alla luce dell’impatto della guerra in Iran. In un aggiornamento  l’agenzia prevede ora una crescita del pil italiano dello 0,4% nel 2026 e dello 0,8% nel 2027. A metà gennaio S&P aveva previsto per l’Italia una crescita dello 0,8% nel 2026 (confermando le previsioni di novembre) e dello 0,9% nel 2027. Per il 2028 S&P vede una crescita dello 0,7% (ridotta di un decimo) e un medesimo ritmo di espansione nel 2029.  Per quanto riguarda l’area euro, S&P vede una crescita dell’1% nel 2026 (ridotta di 2 decimi rispetto a gennaio), dell’1,2% nel 2027 (-0,2%), dell’1,4% nel 2028 (-0,1%) e dell’1,2% nel 2029. I Paesi Ue dovrebbero "prepararsi tempestivamente" a "un'interruzione potenzialmente prolungata" delle forniture energetiche dovuta alla crisi in Medio Oriente. È  l'avvertimento che il commissario Ue all'energia, Dan Jorgensen, ha lanciato in una lettera ai 27 ministri dell'energia, scoraggiando l'adozione di "misure che possano aumentare il consumo di carburante, limitare la libera circolazione dei prodotti petroliferi o disincentivare la produzione delle raffinerie dell'Ue".Il commissario invita i ministri a promuovere misure di risparmio della domanda di petrolio, in particolare nei trasporti, nonché "a valutare la possibilità di aumentare l'utilizzo dei biocarburanti, che potrebbero contribuire a sostituire i prodotti petroliferi fossili e ad alleviare la pressione sul mercato", si legge nella lettera. 


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