[L’uomo è condannato ad essere libero: condannato perché non si è creato da se stesso, e pur tuttavia libero, perché, una volta gettato nel mondo, è responsabile di tutto ciò che fa. Sartre] Gli Stati Uniti hanno ribadito la loro neutralità sulla contesa di sovranità delle Isole Falkland tra Argentina e Regno Unito. Lo ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Stato americano. "La nostra posizione sulle Isole rimane neutrale. Riconosciamo che esistono rivendicazioni di sovranità contrastanti tra Argentina e Regno Unito", ha affermato il portavoce, aggiungendo che gli Stati Uniti riconoscono "l'amministrazione di fatto del Regno Unito" dell'arcipelago senza prendere posizione sulle rivendicazioni di sovranità. Una email interna del Pentagono ipotizza misure contro gli alleati Nato ritenuti "difficili" nel conflitto Usa-Iran, inclusa la possibilità di sospendere la Spagna dall'Alleanza. Lo scrive Reuters sul sito. Tra le opzioni allo studio, si starebbe valutando anche la possibilità di rivedere la posizione degli Stati Uniti rispetto alla rivendicazione britannica delle isole Falkland. Le opzioni politiche sono dettagliate in una nota che esprime frustrazione per la presunta riluttanza o il rifiuto di alcuni alleati di concedere agli Usa l'accesso, le basi e i diritti di sorvolo per la guerra contro l'Iran. "Non ci basiamo sulle e-mail. Ci basiamo su documenti ufficiali e posizioni governative, in questo caso degli Stati Uniti". Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez, a margine del vertice Ue informale di Cipro, interpellato su un'email interna del Pentagono - rivelata in un'esclusiva di Reuters - che ipotizzerebbe misure contro Madrid, tra cui una possibile sospensione dalla Nato, per punirla per la sua posizione nella guerra con l'Iran. Un’email interna del Pentagono, fatta circolare ad alti livelli del dipartimento della Difesa Usa, delineerebbe una serie di opzioni per “punire” gli alleati Nato che Washington ritiene non abbiano sostenuto le operazioni militari statunitensi nella guerra contro l’Iran. Lo rivela Reuters, citando un funzionario americano in forma anonima. Tra le opzioni contemplate figura la sospensione dei paesi ritenuti “difficili” da posizioni importanti o prestigiose nell’Alleanza. La Spagna è indicata come caso specifico: Madrid ha vietato l’uso delle sue basi militari – tra cui la Naval Station Rota e la base aerea di Morón – e del proprio spazio aereo per attacchi contro l’Iran, scelta motivata dal governo socialista di Sanchez con il rispetto del diritto internazionale. Secondo il funzionario citato, la sospensione della Spagna avrebbe un impatto operativo limitato sulle attività militari americane, ma un peso simbolico molto rilevante. L’obiettivo delle misure ‘punitive’ sarebbe quello di inviare un segnale forte agli alleati europei e contrastare quello che Washington percepisce come un “senso di diritto acquisito” da parte dell’Europa nei confronti dell’ombrello di sicurezza americano. Spunta poi un’opzione di portata potenzialmente molto più ampia nei confronti del Regno Unito: riconsiderare il sostegno diplomatico americano alle cosiddette “imperial possessions” europee, con esplicito riferimento alle Isole Falkland, amministrate da Londra ma rivendicate dall’Argentina del presidente Javier Milei, considerato da Trump un alleato. La guerra del 1982 tra Argentina e Gran Bretagna per le isole costò la vita a 650 soldati argentini e 255 britannici. Trump ha già attaccato il premier britannico Starmer – “nessun Winston Churchill” – per la riluttanza ad aderire alle operazioni militari contro l’Iran, e ha descritto le portaerei britanniche come “giocattoli”. Londra ha inizialmente negato l’uso delle proprie basi per attacchi offensivi, concedendo successivamente missioni difensive. L’email non propone né il ritiro degli Stati Uniti dalla Nato né la chiusura di basi in Europa. Il funzionario ha declinato di precisare se le opzioni includano un ridimensionamento della presenza militare americana nel continente, ipotesi comunque ampiamente attesa dagli analisti. Il portavoce del Pentagono Kingsley Wilson ha risposto senza smentire il contenuto del documento: “Come ha detto il presidente Trump, nonostante tutto quello che gli Stati Uniti hanno fatto per i nostri alleati Nato, loro non c’erano per noi. Il Dipartimento della Guerra garantirà al presidente opzioni credibili affinché i nostri alleati non siano più una tigre di carta.” La reazione spagnola è arrivata da Cipro, dove Sanchez partecipa al vertice informale del Consiglio europeo. Oltre a respingere la validità dell’email come documento di riferimento, il premier ha ribadito la linea del suo governo: “La posizione del governo spagnolo è chiara: assoluta cooperazione con i nostri alleati, ma sempre nel quadro del diritto internazionale. La Nato prevede di modernizzare la sua flotta di aerei da ricognizione Awacs ma non si affiderà più a velivoli di fabbricazione statunitense. Come scrive la Dpa, se solo un anno fa si dava per scontato che il produttore statunitense Boeing avrebbe ottenuto l'appalto per la costruzione dei nuovi aerei da ricognizione, ora le fonti sostengono che in futuro verranno usati aerei del produttore canadese Bombardier, equipaggiati con il sistema di ricognizione e allerta precoce GlobalEye dell'azienda svedese di difesa Saab. L'ordine dovrebbe comprendere fino a 12 velivoli Global 6000 o Global 6500, per un valore di diversi miliardi di euro.
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