[A l'alta fantasia qui mancò possa.DANTE ALIGHIERI] Le bandiere dell'Iran della vecchia monarchia sono state sventolate insieme a quelle di Israele e Stati Uniti oggi in piazza Carignano a Torino. Alla manifestazione hanno preso parte membri della comunità iraniana sostenitori di Reza Pahlavi, a cui sono stati dedicati anche dei cartelli. Esposte anche le foto di attivisti morti nel corso degli ultimi anni in Iran. Tra le richieste, quella di sbloccare le comunicazioni nel Paese ('Sos Iran needs internet'). Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato che il suo Paese è “pronto a riprendere la guerra contro l’Iran”, aggiungendo che sta aspettando il via libera dagli Stati Uniti per riportare l’Iran “all’età della pietra”. “Israele è pronto a riprendere la guerra contro l’Iran – ha detto – l’Idf è pronto sia alla difesa che all’attacco e gli obiettivi sono stati individuati, stiamo aspettando il via libera dagli Stati Uniti, innanzitutto per completare l’eliminazione della dinastia di Khamenei – promotrice del piano di distruzione contro Israele – e dei successori della leadership del regime terroristico iraniano; inoltre per riportare l’Iran al Medioevo e all’età della pietra, facendo saltare in aria le principali strutture energetiche ed elettriche e distruggendo le infrastrutture nazionali ed economiche”. Gli Stati Uniti hanno prorogato di 30 giorni l'esenzione dalle sanzioni sul petrolio russo trasportato via mare in modo da fornire sollievo all'India e ad altri paesi vulnerabili per via della crisi dello Stretto di Hormuz. Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha dichiarato che la decisione è stata assunta in seguito alle richieste dei ministeri delle finanze di dieci Paesi durante gli incontri del Fondo monetario internazionale a Washington. Donald Trump afferma che i colloqui con l'Iran potrebbero essere "possibili" già venerdì. Lo riporta il New York Post, citando un messaggio ricevuto dal presidente Usa.Donald Trump afferma che i colloqui con l'Iran potrebbero essere "possibili" già da domani. Lo riporta il New York Post, citando un messaggio ricevuto dal presidente Usa.Un alto funzionario del Parlamento iraniano ha dichiarato che Teheran ha ricevuto i primi introiti dai pedaggi imposti sullo strategico Stretto di Hormuz nel contesto della guerra con gli Stati Uniti e Israele. "I primi introiti derivanti dai pedaggi dello Stretto di Hormuz sono stati depositati sul conto della Banca Centrale", ha affermato il vicepresidente del Parlamento Hamidreza Hajibabaei, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Tasnim. Anche altri media iraniani hanno riportato la stessa dichiarazione, senza fornire ulteriori dettagli. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto all’inviato speciale sudcoreano Chang Byung-ha che la responsabilità per le conseguenze della guerra ricade sugli “aggressori”, con riferimento a Stati uniti e Israele. Lo ha riferito oggi il ministero degli Esteri di Teheran, secondo l’agenzia di stampa Reuters. L’inviato sudcoreano ha avuto un incontro con Araghchi a Teheran, ha aggiunto il ministero in un messaggio pubblicato su X. Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato di non collegare la fine del conflitto con l’Iran alle elezioni di midterm per il Congresso. “Dicono che voglio chiudere la questione per via delle elezioni di midterm, non è vero”, ha detto Trump a Fox News, aggiungendo che l’amministrazione vuole “ottenere un buon accordo per il popolo americano”. Il petrolio rallenta la corsa notturna ma il Brent resta stabilmente sopra i 100 dollari al barile. Il greggio del Mare del Nord sale dello 0,95% attestandosi a 102,9 dollari. Andamento simile per il Wti americano che guadagna l'1% a 93,9 dollari.
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