giovedì 30 aprile 2026

Hamas dietro la Flotilla?

[Ché quale aspetta prego e l'uopo vede, malignamente già si mette al nego. DANTE ALIGHIERI] ''La forza motrice dietro la provocazione della flottiglia è Hamas, in collaborazione con provocatori professionisti, con l'obiettivo di sabotare la transizione alla seconda fase del piano di pace di Trump''. Lo scrive il ministero degli Esteri israeliano in una nota, aggiungendo che ''Israele si impegna a garantire la libertà di navigazione. Dato l'elevato numero di imbarcazioni partecipanti alla flottiglia, il rischio di un'escalation e la necessità di prevenire la violazione di un blocco navale legale, si è reso necessario un intervento tempestivo, in conformità con il diritto internazionale". "Di fronte a una flottiglia di tali dimensioni, è stato indispensabile da un punto di vista operativo agire tempestivamente per prevenire un'escalation ed evitare frizioni e violenze. Inoltre questa specifica flottiglia ha tentato attivamente di bloccare una nave mercantile israeliana. Stiamo garantendo la sicurezza di tutte le persone a bordo, e continueremo a farlo, nel rispetto del diritto internazionale". Lo ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, rispondendo alle dichiarazioni dell'Italia e dell'Ue secondo cui il sequestro è avvenuto in contravvenzione al diritto internazionale. ''Complimenti alla nostra Marina! Avevo dato loro la direttiva di impedire alla flottiglia dei sostenitori di Hamas di raggiungere le coste di Gaza. La missione è stata portata a termine con pieno successo. Nessuna nave o sostenitore di Hamas ha raggiunto il nostro territorio, né tantomeno le nostre acque territoriali. Sono stati respinti e torneranno nei loro Paesi d'origine. Continueranno a seguire Gaza su Youtube''. Lo ha dichiarato il premier israeliano Benyamin Netanyahu in una nota. In centinaia si sono dati appuntamento davanti alla sede dell'associazione Music for peace, a Genova, per chiedere la liberazione degli attivisti arrestati la scorsa notte dall'esercito Israeliano al largo di Creta. "L'attacco alla Global Sumud Flotilla è un atto intollerabile. Nessuno Stato - spiega il presidente Stefano Rebora - può interferire con navi civili battenti bandiera straniera in alto mare. Ciò che è avvenuto questa notte a mille chilometri da Gaza non è un'operazione di sicurezza: è un atto di pirateria militare". La manifestazione è stata organizzata dal Calp, il collettivo autonomo lavoratori portuali di Genova.    "Non eravamo pronti, non ci aspettavamo che la Flotilla venisse attaccata così presto. Forse - sottolineano - speravamo che le cose andassero diversamente e invece no, come a Gaza tutto è come prima, come in tutta la Palestina tutto è anche peggio di prima, come la guerra oramai è diventata la nostra realtà, anche la Flotilla è stata duramente colpita. Basta parole, basta sconcerto di fronte ai social. Vogliamo lo sciopero generale, dobbiamo bloccare di nuovo tutto".    Tante le persone con le bandiere palestinesi. Al presidio anche esponenti del centro sinistra.


Nessun commento:

Posta un commento