[Se è vero che in ogni amico v'è un nemico che sonnecchia, non potrebbe darsi che in ogni nemico vi sia un amico che aspetta la sua ora? Papini] "Siamo estremamente preoccupati per la sicurezza e la sorte della giornalista statunitense Shelly Kittleson, rapita a Baghdad, in Iraq". Lo scrive in un post su X Amnesty International Usa sollecitando "le autorità irachene e statunitensi ad adoperarsi con urgenza per il suo immediato rilascio e a perseguire i responsabili". "I giornalisti svolgono il loro lavoro in circostanze difficili per garantire al mondo l'accesso alle informazioni provenienti da zone di crisi o da luoghi difficilmente raggiungibili. Nessun giornalista dovrebbe essere preso di mira a causa del proprio lavoro, né dovrebbe essere scoraggiato dal suo importante compito", prosegue il post. La milizia irachena Kataib Hezbollah si è offerta ieri di trattare con il governo iracheno per il rilascio della giornalista americana Shelly Kittleson, rapita martedì a Baghdad. Lo riporta il New York Times citando due funzionari della sicurezza irachena. I rappresentanti della milizia filo-iraniana hanno contattato funzionari del governo iracheno, hanno affermato le fonti della sicurezza parlando a condizione di anonimato, e hanno chiesto il rilascio di diversi membri della milizia detenuti in cambio della liberazione della reporter. Un portavoce di Kataib Hezbollah - sottolinea il Nyt - non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento e non è chiaro se il gruppo avanzerà ulteriori richieste "Stava bene, mi aveva mandato un messaggio e delle foto lunedì, in una immagine c'era lei e nell'altra era con un uomo. Di solito ci scambiavamo un paio di mail a settimana". È il racconto di Barbara, la mamma della giornalista rapita a Baghdad Shelly Kittleson, all'emittente Usa TMJ4, rilanciato da Nbc news, la quale ha anche detto di aver appreso del sequestro dai media e di aver ricevuto successivamente una visita dell'Fbi. "Shelly ha vissuto in Medio Oriente, lavorando come giornalista per circa 20 anni, è riuscita a imparare diverse lingue da autodidatta e ha stretto molti contatti in Medio Oriente" ha aggiunto la madre sottolineando che Shelly, che non è sposata e non ha figli, ha vissuto a Damasco. La giornalista americana Shelly Kittleson è stata liberata dopo una settimana di prigionia. Lo riporta il New York Times citando due funzionari della sicurezza irachena e Kaitab Hezbollah. Kittleson è stata rilasciata "in segno di apprezzamento per le posizioni patriottiche" del premier iracheno, ha detto Kaitab Hezbollabh in una nota, sottolineando che Kittleson deve lasciare immediatamente l'Iraq. Kittleson è stata rilasciata in cambio della liberazione di alcuni prigionieri di Kaitab Hezbollah, secondo quanto riferito da due funzionari iracheni.
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