martedì 31 marzo 2026

#UniversitàperGiulio

[Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima. Einstein] ”Questo governo ha fatto tante cose ingiuste rispetto a Giulio, speriamo smetta. In Italia vige la separazione dei poteri, cosa che non esiste in Egitto. Noi abbiamo avuto una magistratura che è andata avanti e la Corte costituzionale ha ribadito l'inviolabilità del diritto alla verità, strettamente legata alla dignità della persona e del paese. L'Egitto non è un paese sicuro: ogni giorno 3 persone su 4 fanno la fine di Giulio". Così l'avvocatessa dei Regeni Alessandra Ballerini in Senato all'evento Università per Giulio. Due mesi di incontri e proiezioni sulla libertà di ricerca che coinvolgeranno 76 università e 15mila persone: questa mattina, nella Sala "Caduti di Nassirya" presso il Senato della Repubblica, la senatrice a vita e docente dell'Università Statale di Milano Elena Cattaneo ha presentato "Le Università per Giulio Regeni. A dieci anni dalla scomparsa, un'iniziativa per la libertà di ricerca", in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni. L'iniziativa, unica nel suo genere, consiste in un ciclo di eventi che, fra aprile e maggio 2026, vede ben 76 Università in tutta Italia organizzare ciascuna una giornata dedicata ai temi della libertà di studio e di ricerca e alla riflessione sulle conseguenze della compressione dei diritti fondamentali, in ambito accademico e sociale, a partire dalla proiezione del documentario "Giulio Regeni - Tutto il male del mondo", prodotto da Fandango e Ganesh. Prima della conferenza, il documentario è stato proiettato nell'Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. Alla conferenza stampa in Senato hanno preso parte Paola Deffendi e Claudio Regeni, genitori di Giulio; Alessandra Ballerini, avvocata della famiglia Regeni; Riccardo Ricciardi, presidente del gruppo M5S alla Camera dei Deputati; Simone Manetti, regista del documentario; Emanuele Cava e Matteo Billi, autori del documentario; il produttore Domenico Procacci per Fandango e il produttore Mario Mazzarotto per Ganesh Produzioni; Gianluigi Greco, Rettore dell'Università della Calabria, e Menico Rizzi, Rettore dell'Università del Piemonte orientale. Il ciclo di eventi universitari, che conta di raggiungere un pubblico di oltre 15 mila persone, tra studenti, ricercatori, personale accademico e cittadini, si aprirà all'Università Statale di Milano, il 13 aprile. L'hashtag scelto per i social è #UniversitàperGiulio. "La storia di Giulio Regeni, grazie al coraggio e alla forza della sua famiglia - ha ricordato la Senatrice Cattaneo - non si è conclusa con il ritrovamento al Cairo del suo corpo senza vita, dieci anni fa: al contrario, Giulio continua a vivere e a 'fare cose' attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà. Lo stesso che Giulio ha difeso da studioso". "Siamo onorati e grati per questa iniziativa - hanno dichiarato i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni - che coinvolge numerose università, con professori, studenti e dottorandi che, ricordiamo, vanno sempre protetti. Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato che la violazione dei diritti che si sono compiuti su di lui." L'iniziativa "Le Università per Giulio Regeni" è sostenuta dalla Fondazione Elena Cattaneo ETS, in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni. "Ci siamo sentiti traditi dai nostri governi, la prima volta è stato nel 2017, poi quando sono state vendute le navi da guerra all'Egitto mentre è vietata la vendita di armi a chi non rispetta i diritti umani e l'Egitto è tra questi paesi", ha detto il padre di Giulio, Claudio Regeni. "Io seguo i social e in 10 anni e sei governi ho visto da tutti processi di normalizzazione, chi più chi meno, prima un dire e poi un fare diverso", ha aggiunto la mamma di Giulio, che ha ricordato come tra i paesi considerati 'sicuri' sia stato inserito l'Egitto. "Non ci sono state molte azioni concrete come sarebbe dovuto essere. L'allora presidente della Camera, Roberto Fico, ha avuto il coraggio di andare a incontrare il dittatore Al Sisi", ha ricordato. "Il processo è tuttora in corso. Giulio era un ricercatore generoso, molto appassionato, entusiasta, esigente con se stesso e verso gli altri e con un forte senso di giustizia: questo gli permetteva di dialogare con tutti, parlava molte lingue tra le quali l'arabo. Siamo felici che nel documentario emerge la figura di Giulio. Siamo stati accompagnati da tante persone e chiediamo di continuare a seguirci, noi lo facciamo con discrezione, sempre un passo indietro per mettere in risalto li nostro obiettivo: avere verità e giustizia per Giulio", ha concluso Claudio Regeni.


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