[Ahavah-Amore. Una delle parole più potenti e universali in qualsiasi lingua, rappresenta l’affetto profondo e il legame tra due persone.] Le autorità iraniane hanno trasferito, senza preavviso, la Premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi in una prigione nel nord del Paese, a causa della crescente preoccupazione per la sua salute, ha dichiarato oggi il marito di Mohammad. L'attivista aveva intrapreso all'inizio di questo mese uno sciopero della fame ed era stata ricoverata in ospedale prima di essere riportata in prigione. Il Comitato Norvegese per il Nobel ha dichiarato questa settimana di essere "profondamente sconvolto" dalle segnalazioni che descrivevano dettagliatamente "abusi fisici e continui maltrattamenti potenzialmente letali" nei confronti di Mohammadi, sia durante l'arresto che in detenzione. Dal suo arresto, Mohammadi era stata trattenuta a Mashhad presso il centro di detenzione del Ministero dell'Intelligence e le era stata concessa solo una telefonata con un fratello in Iran e un'altra con il suo avvocato iraniano. Ma ora è stata trasferita in prigione nella città di Zanjan, nel nord del paese, ha dichiarato suo marito Taghi Rahmani, che vive a Parigi. "Questa azione è stata compiuta senza informare la sua famiglia o il suo avvocato", ha scritto su X, aggiungendo che "lo scopo è di di esiliare Narges". La guerra in Medio Oriente sta causando la "più grande interruzione dell'approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero globale", costringendo i produttori di petrolio del Golfo a tagliare la produzione. Lo indica l'Agenzia internazionale per l'energia. Nel suo ultimo report mensile, l'Aie riferisce che la produzione di greggio è attualmente in calo di almeno 8 milioni di barili al giorno, con ulteriori 2 milioni di barili al giorno bloccati relativi ai prodotti petroliferi, inclusi i condensati, un volume pari a quasi il 10% della domanda mondiale. La decisione dell'Agenzia internazionale per l'energia di svincolare le riserve globali di petrolio per fronteggiare gli effetti della guerra in Iran ha avuto un "forte impatto" sui mercati energetici. Lo ha detto il direttore esecutivo dell'Aie, Fatih Birol, in conferenza stampa a Istanbul, all'indomani della raccomandazione dell'agenzia di un rilascio coordinato di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche globali per attenuare uno degli shock petroliferi più gravi dagli anni '70, il più grande intervento di questo tipo nella storia. I mercati energetici globali si trovano ora in un "punto di svolta critico", ha aggiunto Birol. Il prezzo del Brent del Mare del Nord, il benchmark globale per il petrolio, è salito sopra i 100 dollari al barile, nonostante la messa in vendita di ingenti scorte per scongiurare una carenza globale. Intorno alle 03:00 GMT, il prezzo del Brent è salito del 9,3% a 100,50 dollari al barile, mentre il WTI, il benchmark statunitense, ha raggiunto i 94,92 dollari, in rialzo dell'8,8%, secondo quanto riporta Afp. L'intervento adottato dalle principali potenze sul mercato pare che non sia riuscito a rassicurare gli investitori sulle forniture, interrotte dalla guerra in Medio Oriente. "I paesi dell'Agenzia Internazionale per l'Energia metteranno a disposizione del mercato 400 milioni di barili di petrolio per compensare la perdita di approvvigionamento dovuta alla chiusura dello Stretto di Hormuz nel Golfo", ha annunciato Fatih Birol, Direttore Esecutivo dell'agenzia per l'energia dell'OCSE. Questa decisione è stata presa all'unanimità mercoledì dall'istituzione, i cui membri includono 32 paesi, tra cui il G7 (Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Giappone e Canada), oltre ad Australia e Messico. Gli Stati Uniti, importanti consumatori e produttori di petrolio greggio, contribuiranno con 172 milioni di barili, pari al 40% delle loro riserve. I barili americani arriveranno gradualmente sul mercato nell'arco di circa tre mesi. Salgono ancora i prezzi dei carburanti, trainati in alto dalla tensione nel golfo. Secondo i dati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti, la benzina self service+ è venduta in media a 1,811 euro al litro (+9 millesimi, compagnie 1,813, pompe bianche 1,794) e il diesel self service a 2,030 euro al litro (+17, compagnie 2,027, pompe bianche 2,011). La benzina servito è venduta in media a 1,947 euro al litro (+11, compagnie 1,984, pompe bianche 1,864), il diesel servito a 2,159 euro al litro (+19, compagnie 2,187, pompe bianche 2,081), il Gpl servito a 0,704 euro al litro (+1, compagnie 0,714, pompe bianche 0,692), il metano servito a 1,494 euro al kg (+7, compagnie 1,488, pompe bianche 1,486), e il Gnl a 1,235 euro al kg (+2, compagnie 1,241 euro al kg, pompe bianche 1,230 euro al kg). Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,902 euro al litro (servito 2,158), gasolio self service 2,093 euro al litro (servito 2,349), Gpl 0,836 euro al litro, metano 1,525 euro al kg, Gnl 1,310 euro al kg. Queste le quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo alla chiusura di ieri: benzina a 621 euro per mille litri (+32, valore arrotondato), diesel a 820 euro per mille litri (+52, valore arrotondato). Questi i valori comprensivi delle accise: benzina a 1294,19 euro per mille litri, diesel a 1492,47 euro per mille litri. Prosegue anche oggi la corsa del gasolio, con i listini alla pompa ritoccati al rialzo in tutta Italia e prezzi medi che al self viaggiano sempre più spediti verso i 2,1 euro al litro. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato i dati regionali pubblicati dal Mimit esprimendo preoccupazione per la ricaduta sui prezzi dei generi alimentari. Per il gasolio i listini più elevati si riscontrano in Friuli Venezia Giulia (2,061 euro al litro), Sicilia (2,053 euro al litro), Valle d'Aosta (2,050 euro al litro), Calabria (2,040 euro al litro), mentre a Bolzano un litro di diesel è venduto oggi a una media di 2,072 euro al litro. In autostrada il gasolio al self costa in media 2,095 euro al litro, 1,905 euro al litro la verde. Cresce anche il prezzo medio della benzina, che al litro raggiunge oggi picchi di 1,863 euro a Bolzano, 1,844 euro in Calabria, 1,843 euro in Basilicata, 1,836 euro in Sicilia e Valle d'Aosta. "Ci chiediamo - sottolinea la nota - di quanto tempo necessitino ancora i tecnici del Mef per valutare il taglio delle accise, considerando che da una settimana il ministero sta studiando la misura delle accise mobili senza venire a capo della questione: un ritardo inspiegabile che avrà a breve ripercussioni dirette sui prezzi dei prodotti trasportati, attraverso un rincaro generalizzato dei listini al dettaglio a partire dai generi alimentari", conclude il Codacons.
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