mercoledì 25 febbraio 2026

Ucraina verso l’UE

[Non sognare la vittoria, allenati per ottenerla. Anonimo ]  "Comprendo molto bene che per voi sia importante anche" avere "una data chiara" per entrare nell'Ue, "una scadenza che rappresenti un obiettivo da raggiungere. Sapete però che, da parte nostra, non è possibile fissare date in quanto tali". Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Kiev, accanto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky.    "L'Ucraina è sulla buona strada per diventare membro dell'Ue.    Da parte mia c'è un forte incoraggiamento a mantenere questo buon ritmo" da parte di Kiev nelle riforme necessarie, "sono fiduciosa in questo processo", ha sottolineato.  Le forze armate ucraine affermano di aver colpito tre piattaforme di trivellazione nel Mar Caspio, sostenendo che le strutture appartengano alla società petrolifera russa Lukoil. Lo riporta l'agenzia di stampa ucraina Ukrinform.Nelle ultime ore del 𝟭𝟬 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲, un 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗿𝘂𝘀𝘀𝗼 composto dalle navi cargo 𝗠𝘆𝘀 𝗭𝗵𝗲𝗹𝗮𝗻𝗶𝘆𝗮 e 𝗦𝗽𝗮𝗿𝘁𝗮 𝗜𝗩 (entrambe battenti 𝗯𝗮𝗻𝗱𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗿𝘂𝘀𝘀𝗮) e scortato dal cacciatorpediniere 𝗥𝗙𝗦 𝗦𝗲𝘃𝗲𝗿𝗼𝗺𝗼𝗿𝘀𝗸 ha attraversato lo 𝗦𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗚𝗶𝗯𝗶𝗹𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮 ed è entrato nel 𝗠𝗮𝗿 𝗠𝗲𝗱𝗶𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮𝗻𝗲𝗼. I 𝗱𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝘁𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗺𝗮𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗼 (riportati da 𝗜𝘁𝗮𝗺𝗶𝗹𝗿𝗮𝗱𝗮𝗿 e confermati da 𝗼𝘀𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝗲𝗿𝗲𝗲 𝗡𝗮𝘁𝗼) mostrano chiaramente la posizione attuale del gruppo già all’interno del bacino, dopo aver percorso la 𝗠𝗮𝗻𝗶𝗰𝗮 tra fine 𝟮𝟬𝟮𝟱 e inizio 𝟮𝟬𝟮𝟲. Il 𝗦𝗲𝘃𝗲𝗿𝗼𝗺𝗼𝗿𝘀𝗸, unità di punta della 𝗙𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗡𝗼𝗿𝗱 𝗿𝘂𝘀𝘀𝗮, fornisce 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗿𝗺𝗮𝘁𝗮 al convoglio in un momento di 𝗮𝗹𝘁𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 da parte dell’𝗔𝗹𝗹𝗲𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗔𝘁𝗹𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗮: da settimane 𝗮𝗲𝗿𝗲𝗶 𝗱𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗴𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 decollano dalla base siciliana di 𝗦𝗶𝗴𝗼𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 per monitorare ogni 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗻𝗮𝘃𝗮𝗹𝗲 𝗿𝘂𝘀𝘀𝗼 nel Mediterraneo 𝗼𝗿𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 e 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗹𝗲. Le due cargo, in particolare la 𝗦𝗽𝗮𝗿𝘁𝗮 𝗜𝗩, sono note per aver trasportato in passato 𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗺𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶 (inclusi 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗶 𝗱𝗮𝗿𝗺𝗮) verso 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶 𝘀𝗶𝗿𝗶𝗮𝗻𝗶 e 𝗹𝗶𝗯𝗶𝗰𝗶, alimentando 𝘀𝗽𝗲𝗰𝘂𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 sulla 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗮𝘁𝘁𝘂𝗮𝗹𝗲. La 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲 resta incerta: possibili ipotesi puntano verso 𝗯𝗮𝘀𝗶 𝗿𝘂𝘀𝘀𝗲 𝗶𝗻 𝗦𝗶𝗿𝗶𝗮 (𝗧𝗮𝗿𝘁𝘂𝘀 e 𝗟𝗮𝘁𝗮𝗸𝗶𝗮) o verso altri 𝘀𝗰𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗼 𝗢𝗿𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 e 𝗡𝗼𝗿𝗱 𝗔𝗳𝗿𝗶𝗰𝗮. Il transito avviene in un 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝗰𝗮𝗹𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻: la 𝗥𝘂𝘀𝘀𝗶𝗮 rafforza la 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗻𝗮𝘃𝗮𝗹𝗲 nel Mediterraneo mentre la 𝗡𝗮𝘁𝗼 intensifica 𝗽𝗮𝘁𝘁𝘂𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 e 𝘀𝗼𝗿𝘃𝗲𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝘇𝗮, temendo 𝗿𝗶𝗳𝗼𝗿𝗻𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 per operazioni in 𝗠𝗲𝗱𝗶𝗼 𝗢𝗿𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 o 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗺𝗶 con la 𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶 𝘂𝗰𝗿𝗮𝗶𝗻𝗮. Un 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 che non passa inosservato e che aumenta il 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶 tra flotte in 𝗮𝗰𝗾𝘂𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝗲.


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