martedì 10 febbraio 2026

Russia al collasso?

[Fosti la verità, ed ora non sei che una frenesia, una febbre dell’anima, un delitto contro la mia stessa ragione. Vittorio Viviani] Le forze russe hanno attaccato durante la notte un'infrastruttura energetica a Novovolynsk, nella regione ucraina di Volinia. La città si trova a cinque chilometri dal confine con la Polonia, ha riferito il sindaco di Novovolynsk, Borys Karpus citato da Rbc Ukraine.     "Il nemico ha sferrato un altro attacco a una sottostazione ad alta tensione. I danni sono ingenti e la sottostazione non è in funzione. Il Servizio di Emergenza Statale e tutti i servizi competenti stanno lavorando sul luogo delle esplosioni", ha affermato Karpus.    Secondo quanto dichiarato oltre 80.000 utenti nella comunità di Novovolynsk e negli insediamenti limitrofi sono attualmente senza elettricità. Si segnala che le infrastrutture critiche della città sono alimentate da generatori, l'approvvigionamento idrico è gestito dalla rete elettrica e anche alcune centrali termiche sono state sostituite dai generatori.  Nel nuovo pacchetto sanzioni proposto dalla Commissione e dal Servizio di Azione Esterna vengono colpite nuove banche russe - 20 in totale - e "una serie di raffinerie in Russia colpite dai raid ucraini per impedire il coinvolgimento di operatori dell'Ue nelle loro riparazioni", nonché "altre società coinvolte nella prospezione, nella trivellazione e nel trasporto di petrolio". Inoltre si prevede una modifica delle norme relative al tetto massimo del prezzo del petrolio (price cap) per consentire "la futura introduzione di un divieto totale dei servizi marittimi". C'è poi anche una stretta sull'elusione.  "La Russia si siederà al tavolo delle trattative con intenzioni sincere solo se costretta a farlo. Questo è l'unico linguaggio che la Russia capisce. Ecco perché oggi stiamo intensificando i nostri sforzi. La Commissione sta proponendo un nuovo pacchetto di sanzioni, il ventesimo dall'inizio della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina." Lo annuncia la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. "Il nuovo pacchetto di sanzioni riguarda l'energia, i servizi finanziari e il commercio", aggiunge von der Leyen invitando i 27 ad "approvare rapidamente queste nuove sanzioni". "Rispetto al momento in cui sono stati pubblicati i rapporti scritti da Mario Draghi ed Enrico Letta, la Cina ha accelerato enormemente. Oggi ha un attivo con il resto del mondo di 1.000 miliardi di euro. L'Europa deve decidere se diventare una potenza. Se dovessimo rimanere un mercato aperto ai quattro venti, saremmo spazzati via": lo dice il presidente francese, Emmanuel Macron, in un'intervista a 7 quotidiani europei. Secondo Macron "l'Europa è nei fatti il fattore di aggiustamento del resto del mondo. La domanda è se siamo capaci di diventare una potenza, sul piano economico, finanziario, militare e anche a livello democratico".     Il presidente francese spiega i suoi "4 obiettivi" per il rilancio europeo: "Prima di tutto - dice Macron - la semplificazione e il completamento del mercato unico. In secondo luogo, la diversificazione commerciale e il de-risking dalle dipendenze accumulate in questi anni. Si tratta - spiega - di ricostruire le capacità europee, per esempio promuovere l'internazionalizzazione del ruolo dell'euro, introducendo fra le altre cose l'euro digitale, o sviluppare stablecoins in euro".     "In terzo luogo - continua il capo dell'Eliseo - dobbiamo promuovere la preferenza europea. Penso alle clausole di salvaguardia nel settore siderurgico. Avere un contenuto europeo in settori europei, dall'auto alla chimica, dall'acciaio alla difesa". "Infine - conclude - dobbiamo investire nell'innovazione. Ci stiamo concentrando su semplificazione e diversificazione. Molti dimenticano la preferenza europea e la necessità di un investimento europeo".   L'Unione Europea deve spostare l'attenzione dalla pressione esercitata sull'Ucraina affinché faccia concessioni alla "richiesta di concessioni" alla Russia per raggiungere una "pace sostenibile" e ciò comporta la creazione di un "piano europeo per la pace sostenibile" che delinei richieste specifiche alla Russia. Lo ha detto l'alto rappresentante Ue, Kaja Kallas, nel corso di un'intervista rilasciata  ad agenzie internazionali, precisando che nei prossimi giorni invierà agli Stati membri proposte per iniziare la conversazione. "Prima di discutere di chi deve parlare con Mosca serve capire di cosa vogliamo parlare".     L'idea, per Kallas, è di avviare la discussione al livello di ambasciatori e poi avere una discussione al prossimo Consiglio Affari Esteri, previsto per il 23 febbraio. Tra le concessioni elencate dall'alto rappresentante c'è senz'altro "il ritorno dei bambini ucraini rapiti e, ad esempio, "l'imposizione di limitazioni alle forze armate russe". Kallas sostiene la necessità di avanzare "richieste massimaliste" da parte europea, rispecchiando l'approccio della Russia, al fine di garantire un esito migliore dei negoziati.  Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato che ci sono stati "contatti" per avviare un dialogo tra Mosca e Parigi. "In effetti, i contatti ci sono stati, possiamo confermarlo, e ciò, se desiderato e necessario, aiuterà a stabilire rapidamente un dialogo al massimo livello", ha detto il portavoce, citato dall'agenzia Ria Novosti. La scorsa settimana la Reuters aveva scritto che il presidente francese Emmanuel Macron aveva inviato a Mosca il suo consigliere Emmanuel Bonne. Peskov, citato da Interfax, ha sottolineato che "finora non ci sono state iniziative in tal senso" da altre capitali europee.  Il Financial Times ha ricostruito la complessa rete di pagamenti parallela russa che consente a imprese e intermediari di spostare miliardi di rubli oltre confine aggirando le sanzioni occidentali. Al centro dell'inchiesta del quotidiano finanziario ci sono delle banconote, dei finti rubli "simili ai soldi del Monopoli", scrive l'Ft, emesse da A7, una società di pagamenti legata al Cremlino e fondata a fine 2024 dalla banca statale Promsvyazbank insieme all'oligarca moldavo Ilan Șor.Per il quotidiano, A7 è diventata in pochi mesi uno degli strumenti chiave utilizzati da Mosca per mantenere attivi i pagamenti transfrontalieri dopo l'esclusione di molte banche russe dal sistema Swift in seguito all'invasione dell'Ucraina. Il  meccanismo per aggirare le sanzioni sui pagamenti combina queste banconote di A7, cambiali, contante e criptovalute. I 'soldi' di A7 possono essere riscattati in Russia in rubli o all'estero in valuta straniera tramite reti informali coordinate via Telegram. In alcuni casi, i titoli vengono convertiti direttamente in A7A5, una stablecoin ancorata al rublo, utilizzata per regolare transazioni internazionali fuori dal circuito bancario tradizionale. A7 avrebbe gestito oltre 7.500 miliardi di rubli di transazioni, pari a circa 100 miliardi di euro, nei primi sei mesi di attività, arrivando a coprire quasi un quinto delle operazioni di commercio estero delle imprese russe. Le perdite accumulate in oltre due anni di guerra sono impressionanti: “la Russia ha perso almeno 10.000 mezzi terrestri, compresi 3.000 tank, oltre a 250 aerei ed elicotteri e a oltre 10 navi.” Eppure, i risultati territoriali ottenuti sono minimi: solo “lo 0,6% di territorio ucraino” guadagnato nell’ultimo anno. Questo a fronte di “circa 1.500 tra morti e feriti ogni giorno”, un ritmo insostenibile anche per un esercito delle dimensioni di quello russo. In questo scenario, secondo l’analisi del Washington Post, “Vladimir Putin ha a disposizione poco più di 6 mesi per tentare una spallata nella guerra con l’Ucraina.” La situazione attuale rappresenta un’ultima finestra utile per provare a ribaltare il corso del conflitto. “I movimenti di truppe nell’area del Donetsk lasciano ipotizzare un’offensiva estiva, per cercare di sfondare le linee ucraine.” Tuttavia, anche in caso di avanzamenti sul terreno, la Russia potrebbe non essere in grado di mantenerli. “Mancherebbero uomini e mezzi per consolidare il controllo in eventuali nuovi territori.” La speranza del Cremlino è che un blitz possa “offrire ulteriori carte da giocare al tavolo dei negoziati”. In gioco c’è il controllo delle regioni contese: “Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia, che in realtà sono solo parzialmente controllate.” La vera battaglia, dunque, potrebbe svolgersi più sui tavoli diplomatici che sul fronte.


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