sabato 28 febbraio 2026

Regolamento di conti

[Un campione è qualcuno che si rialza quando non può. Jack Dempsey"Ci sono segnali" che il leader iraniano Khamenei sia morto. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un discorso a Paese. "Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo iraniano". Lo ha detto Donald Trump in una breve intervista telefonica col Washington Post poco dopo le 4 del mattino. "Voglio una nazione sicura, ed è ciò che avremo", ha detto il presidente nelle sue prime dichiarazioni degne di nota dopo aver annunciato l'attacco contro l'Iran. Sarebbero stati uccisi in raid mirati il comandante delle Guardie Rivoluzionarie Mohammad Pakpour e il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh. Secondo l'Idf, colpiti 'centinaia di obiettivi' nell'Iran occidentale. Teheran ha risposto subito colpendo basi militari americane in molti Paesi del Golfo Persico. Un morto ad Abu Dhabi, secondo i media degli Emirati. Esplosioni anche a Doha, in Kuwait e Barehin. Oltre che in Israele, dove però le autorità escludono che missili iraniani siano atterrati.     Da Teheran arriva intanto la notizia di un attacco israeliano che avrebbe colpito una scuola elementare femminile a Minab, nel sud della provincia iraniana di Hormozgan, provocando 40 morti, tra cui molti studenti. Almeno 45 i feriti. A Minab ha una sede il corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica iraniana, che sarebbe stato l'obiettivo dell'attacco finito poi su strutture civili. I pasdaran hanno reagito annunciando l'Operazione Truth Promise 4 'in risposta all'aggressione americano-sionista'. Il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrein sarebbe stato attaccato con missili e droni e anche le basi americane in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti, 'oltre ai centri militari e di sicurezza nel cuore di Israele'.     Il presidente Trump parlerà oggi alla Nazione dell'attacco all'Iran. ha riferito ad Axios un funzionario americano. 'Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo iraniano', ha detto intanto in una breve intervista telefonica col Washington Post registrata poco dopo le 4 del mattino. 'Voglio una nazione sicura ed è ciò che avremo', ha aggiunto.     Dura la reazione della Russia. Il ministero degli Esteri di Mosca ha condannato gli attacchi all'Iran come 'atti di aggressione armata pianificati e immotivati contro uno Stato membro sovrano e indipendente delle Nazioni Unite, in violazione dei principi e delle norme fondamentali del diritto internazionale'. Il ministro degli Esteri Lavrov ha parlato al telefono con il collega iraniano Araghchi 'condannando' i raid di Stati Uniti e Israele decisi 'in violazione dei principi e delle norme del diritto internazionale e ignorando completamente le gravi conseguenze per la stabilità e la sicurezza regionali e globali'. Lavrov ha chiesto di 'porre immediatamente fine agli attacchi' e ha dichiarato 'la disponibilità della Russia a contribuire alla ricerca di soluzioni pacifiche'.     L'Alta rappresentante Ue per la politica estera Kallas ha scritto su X che la missione navale europea Aspides 'rimane in stato di massima allerta nel Mar Rosso ed è pronta a contribuire a mantenere aperto il corridoio marittimo'. Mentre il ministro degli Esteri dell'Oman Albusaidi, che ha mediato i colloqui indiretti sul nucleare tra Stati Uniti e Iran nell'ultimo mese, si è detto 'sgomento' per la violenza scoppiata in Medio Oriente. 'Negoziati seri e attivi sono stati ancora una volta compromessi. Esorto gli Stati Uniti a non farsi ulteriormente coinvolgere. Questa non è la vostra guerra', ha dichiarato.   Difendere e proteggere l'ideologia e l'integrità Repubblica islamica è da sempre la missione del Sepah-e Pasdaran, nome in persiano del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. La formazione del gruppo risale al 1979, anno di fondazione della Repubblica islamica, voluta dallo stesso ayatollah Ruhollah Khomeini e, dopo avere ricoperto un ruolo importante nel conflitto tra Iran e Iraq degli anni '80, i pasdaran rappresentano ancora oggi il nucleo del sistema khomeinista. Sono noti per il loro ruolo a livello militare, nella repressione del dissenso e nello sviluppo del programma missilistico e nucleare di Teheran, non rispondono ai governi eletti ma direttamente alla Guida suprema, Ali Khamenei. Il corpo delle Guardie della rivoluzione è formato da centinaia di miglia di membri ed è organizzato in sei dipartimenti, tra cui quello delle milizie paramilitari volontarie Basij, che assistono le forze dell'ordine per vigilare sull'osservazione delle norme islamiche sull'abbigliamento, come il controverso obbligo di indossare il velo in pubblico per le donne, e sono regolarmente coinvolte nella brutale repressione delle proteste antigovernative.  Gli altri dipartimenti dei pasdaran sono le forze di terra, le forze navali, le forze aerospaziali, l'organizzazione di intelligence e le forze Quds, che si occupano delle missioni all'estero. Questo dipartimento lavora a stretto contatto con il cosiddetto "asse della resistenza", formato dalle milizie sciite filo iraniane in Libano, Siria, Iraq e Yemen e per anni è stato guidato da Qasem Soleimani, ucciso in un attacco degli Stati Uniti a Baghdad nel 2020 e diventato poi una figura mitica della Repubblica islamica.  I vari dipartimenti militari dei pasdaran rappresentano un esercito parallelo a quello regolare e i suoi membri superano per numero quelli delle forze armate. Esclusi i Basij, si stima che i pasdaran siano formati da 190mila membri, a cui si aggiungono 150mila soldati di terra, circa 100mila militari della marina e 15mila militari dell'aeronautica, mentre i principali leader dei guardiani della rivoluzione sono stati uccisi da Israele durante la "guerra dei 12 giorni" del giugno 2025. Oltre ad essere una forza militare, i pasdaran mantengono una forte influenza anche sull'ambiente politico, su varie università e centri di ricerca.  Il potere economico dei pasdaran è invece rappresentato dal Khatam al-Anbiya, compagnia affiliata alle guardie rivoluzionarie che controlla centinaia di aziende attive nella costruzione di infrastrutture, i cui proventi servono per finanziare lo sviluppo del programma nucleare e sostenere le milizie sciite nella regione, secondo i rapporti degli Usa.

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