[Volete sapere a cosa servono i piani? Sono buoni a nulla, per questo lascio che la vita mi sorprenda. Joker] "Il Mercato unico è la nostra migliore risposta a Trump e il fondamento della nostra sovranità. Nei settori strategici dobbiamo passare da 27 mercati a uno solo. Ciò di cui abbiamo bisogno ora è un percorso chiaro per completare il Mercato unico, con risultati rapidi e realizzazioni concrete già nel 2026, 2027 e 2028". Lo ha detto ai leader Ue Enrico Letta, secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier. "Se non si riesce a lanciare una forte integrazione dei mercati finanziari, sarà impossibile essere sufficientemente competitivi". Lo ha detto Enrico Letta in una dichiarazione al termine del confronto con il leader europei. Letta ha spiegato di proporre un 'One Market Act'", un atto di mercato unico, basato "su tre punti verticali: energia, connettività e mercati finanziari, e tre fattori abilitanti" orizzontali. "Questi tre punti verticali e orizzontali, che compongono una matrice, possono diventare il One Market Act - ha spiegato Letta -. A mio avviso, oggi è fondamentale rilanciare l'integrazione interna dell'Unione Europea per rendere l'Europa più forte ed efficace". Il progetto di One Market Act illustrato da Enrico Letta ai leader Ue punta a completare il mercato unico trasformando l'Unione, nei settori strategici, da 27 mercati nazionali a un vero spazio economico integrato. Secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, la proposta si basa su una struttura "a matrice", come spiegato per altro anche dallo stesso Letta nella dichiarazione stampa al termine della riunione: combina tre grandi integrazioni settoriali e tre strumenti orizzontali comuni. Sul piano verticale, l'obiettivo è creare un mercato energetico realmente europeo per ridurre i prezzi e rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, un mercato unico delle telecomunicazioni e delle reti digitali per consentire investimenti e scala industriale, e soprattutto l'integrazione dei servizi finanziari per convogliare il risparmio europeo verso imprese, innovazione e crescita. A questi si aggiungono tre leve orizzontali: la cosiddetta "quinta libertà", cioè la libera circolazione di dati, ricerca, competenze e innovazione; un regime giuridico europeo unico per le imprese innovative, pensato per semplificare le attività transfrontaliere; e misure per rafforzare la dimensione sociale e territoriale del mercato unico, così da rendere la mobilità una scelta e non una necessità economica. L'impostazione prospettata da Letta prevede anche un percorso accelerato a livello istituzionale per approvare le principali misure già entro il 2026-2028, con l'idea di ottenere risultati concreti in tempi rapidi sul fronte della competitività europea. Nel suo intervento davanti ai leader europei Mario Draghi "ha evidenziato il deterioramento del contesto economico da quando ha presentato il suo rapporto e l'urgenza di affrontare tutte le questioni che aveva sollevato in quella occasione". E' quanto riferisce un funzionario Ue. L'ex premier italiano "si è concentrato su diversi temi chiave: la necessità di ridurre le barriere nel mercato unico, la frammentazione dei mercati azionari e gli sforzi per mobilitare il risparmio europeo, il costo dell'energia, la possibilità di una preferenza europea mirata in alcuni settori e, infine, sul processo decisionale, con la possibilità di ricorrere — se necessario — alle cooperazioni rafforzate per procedere più rapidamente su alcuni di questi dossier, come previsto dai trattati", spiega ancora la fonte. Dopo l'intervento di Draghi è seguito un confronto che viene definito "molto sostanziale" con i leader, che hanno posto domande su questioni quali "le sfide agli investimenti, l'Unione dei risparmi e degli investimenti, il funzionamento del settore energetico, le linee guida sulle fusioni e il ruolo internazionale dell'euro". Fonti diplomatiche hanno riferito che nel suo confronto con i leader Ue, Draghi è intervenuto con forza per almeno un quarto d'ora sui temi degli investimenti. Le stesse fonti hanno poi evidenziato come già nel report Draghi fosse ben evidenziata la necessità di investimenti e di agire con il debito comune.
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