[Ci sono giornate in cui la via è lastricata di pietre aguzze e i ricordi ci fanno male, altre in cui le ombre riflettono i nostri desideri e le felicità che abbiamo condiviso. Jacqueline Winspear "Prendo atto che la diplomazia francese ha infine cambiato idea. Mi sarei aspettata una parola di chiarimento e di scuse perché mi hanno insultata in modo duro e inaccettabile". È quanto afferma Francesca Albanese, intervistata da Bfmtv dopo la retromarcia della Francia sulla richiesta di dimissioni all'Onu di Ginevra. La Francia aveva chiesto le dimissioni della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi Francesca Albanese. "La Francia condanna senza riserva alcuna le parole oltraggiose e irresponsabili della signora Albanese" pronunciate sabato scorso, "che prendono di mira non il governo israeliano, di cui è consentito criticare la politica, ma Israele in quanto popolo è in quanto nazione", ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, intervenendo all'Assemblea Nazionale di Parigi, annunciando che la Francia chiederà le dimissioni di Albanese al Consiglio dei diritti umani dell'Onu. In una lettera aperta pubblicata ieri, una quarantina di deputati del campo macroniano avevano chiesto al capo della diplomazia francese, Jean-Noel Barrot, di chiedere le dimissioni di Francesca Albanese, per le sue parole riguardanti Israele pronunciate il 7 febbraio scorso durante un forum organizzato da Al-Jazira a Doha. Tra i firmatari, deputati come Constance Le Grip, Olivia Grégoire, Sylvain Maillard o l'ex premier Élisabeth Borne. C'è una lettera di un gruppo di parlamentari francesi, inviata il 10 febbraio al ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, all'origine della risposta positiva del capo della diplomazia francese sul caso Francesca Albanese. Nel testo, i deputati chiedono che la Francia si faccia promotrice di sanzioni contro la relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi e della sua immediata decadenza da ogni mandato Onu, contestandole prese di posizione pubbliche giudicate incompatibili con l'imparzialità e la credibilità richieste dal suo incarico e accusandola di aver reiterato dichiarazioni di natura antisemita e di aver assunto una postura "sistematicamente a carico contro lo Stato di Israele". La lettera cita in particolare un intervento tenuto il 7 febbraio a Doha, in un forum organizzato da Al Jazeera, nel corso del quale Albanese avrebbe definito Israele "nemico comune dell'umanità", affermazione che - secondo i firmatari - rientra in una retorica riconducibile all'antisemitismo contemporaneo, come definito dall'IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance). I parlamentari chiedono a Parigi di agire in difesa dell'integrità morale e istituzionale delle Nazioni Unite e della responsabilità politica della Francia sulla scena internazionale. Tra i firmatari figura anche Sandro Gozi, eurodeputato italiano eletto in Francia e segretario generale del Partito Democratico Europeo."Stavolta a mettere in discussione l'idolo della sinistra Francesca Albanese non ci sono gli Usa di Donald Trump ma la Francia del progressista Macron, che intende chiedere le dimissioni della Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati dopo l'ennesimo attacco contro Israele, che sabato scorso Albanese ha definito "nemico comune dell'umanità" parlando all'Al Jazeera forum. Allo stesso evento, tra l'altro, partecipava anche il capo di Hamas all'Estero, Khaled Meshaal. Nonostante faccia una gaffe dopo l'altra, il M5S, il Pd e AVS continuano a portare Albanese in trionfo tra cittadinanze onorarie e convegni nei palazzi delle istituzioni, l'ultimo alla Camera la settimana scorsa. Ormai è palese che si sia passato totalmente il limite: un conto è la difesa del popolo palestinese, un altro è propagandare odio fondato sull'antisemitismo. Se ne sono accorti dalle parti di Macron: chissà se anche la nostra sinistra si darà finalmente una svegliata. Non abbiamo bisogno di cattivi maestri". Così Sara Kelany, deputato di Fratelli d'Italia alla Camera e responsabile Immigrazione del partito. "Bene che anche una voce governativa francese si aggiunga a quelle nostre invitando a riconoscere nelle folli parole pronunciate dalla Albanese un odio profondo e demolitivo non solo del diritto di Israele e del popolo ebraico di esistere, ma anche delle nostre democrazie. La Albanese con la vicinanza manifestata verso i più alti ranghi di Hamas, rappresenta un reale pericolo e duole che ci sia, anche nella compagine parlamentare e istituzionale italiana chi la considera un'autentica "relatrice" da onorare". Così la presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni commenta la decisione della Francia di chiedere le dimissioni della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi, Francesca Albanese, al Consiglio dei diritti umani dell'Onu. Dopo la Francia, anche la Germania ha chiesto le dimissioni della relatrice speciale dell’Onu per i Territori palestinesi, Francesca Albanese, dopo le sue parole su Israele "nemico comune dell'umanità" rilasciate sabato scorso alla presenza di un terrorista di Hamas e del ministro degli Esteri iraniano. "La signora Albanese si è già permessa in passato numerose uscite fuori luogo. Condanno le sue recenti dichiarazioni su Israele: non può ricoprire questo incarico", ha scritto su X il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul. L’emittente France24 ha ricostruito come “è stata erroneamente attribuita a Francesca Albanese la frase ‘Israele è il nemico comune dell’umanità'”, che ha spinto ieri il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, a bollare come “oltraggiose e riprovevoli” tali parole, annunciando che chiederà le dimissioni della Relatrice Onu alla prossima sessione del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Al question time tenuto ieri all’Assemblea nazionale, Barrot ha risposto a una domanda presentata da Caroline Yadan, parlamentare che rappresenta francesi residenti all’estero, “tra i primi ad affermare che Francesca Albanese avesse rilasciato una simile dichiarazione”, postando lo scorso 8 febbraio su X una foto della Relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi con la citazione “Israele è il nemico comune dell’umanità”, e aggiungendo: “Queste dichiarazioni antisemite fatte in Qatar sono inqualificabili”. "Io credo che sia inevitabile" che il governo chieda le dimissioni di Francesca Albanese come fatto da Francia e Germania. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando coi giornalisti a Monaco. "Mi sembra che le sue dichiarazioni e il suo comportamento non siano adeguati al rango che ha. Non faccio mai fatti personali, però quando hai un ruolo del genere puoi dare dei giudizi anche severi, ma non avere un comportamento che sembra più da capo fazione". In ogni caso "non è nominata dal governo, è una scelta dell'Onu però esprime posizioni che non sono del governo". L'Austria si unisce a Francia e Germania e chiede le dimissioni della relatrice dell'ONU Francesca Albanese. Il Ministro degli Esteri Beate Meinl-Reisinger: "Francesca Albanese bolla Israele come 'nemico dell'umanità'. Le critiche alle azioni di Israele sono legittime e l'Austria ha sempre richiesto il rispetto del diritto internazionale. Albanese, tuttavia, sta diffondendo discorsi d'odio. Tale linguaggio mina l'imparzialità e gli standard più elevati richiesti a un rappresentante delle Nazioni Unite. Purtroppo, la signora Albanese ha ripetutamente mancato di rispettare questi standard."
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