[L’uomo non è niente senza una donna, solo che nessuno lo sa. Robert Seethaler] L’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton e sua moglie Hillary Clinton, ex segretaria di Stato, testimonieranno davanti alla commissione di vigilanza della Camera sul caso Epstein. Lo ha annunciato il vice capo dello staff di Bill Clinton, Angel Ureña, confermando su X un messaggio che la coppia si presenterà in aula dopo che il capo della commissione James Comer aveva rifiutato la loro offerta. Non è chiaro quando si terranno le deposizioni, ma sarà la prima volta che un ex presidente degli Stati Uniti testimonierà davanti a una commissione del Congresso dai tempi di Gerald Ford nel 1983. "Ricordo di averti detto che ho incontrato persone davvero cattive, ma nessuna peggiore di Trump, non c'è nessuna cellula decente nel suo corpo. Quindi sì, è pericoloso". Lo ha detto Jeffrey Epstein in uno scambio di email con l'ex segretario al Tesoro Larry Summers, secondo quanto riportato dal Telegraph. Lo scambio, contenuto nei documenti su Epstein pubblicati dal Dipartimento di Giustizia, risale al febbraio 2017. Bill Gates in un'intervista a 9 News Australia, ripresa da Sky News, ammette di essere stato "sciocco" a trascorrere del tempo con Jeffrey Epstein, di essersi pentito di averlo mai conosciuto ma ha liquidato come "falsa" l'e-mail che Epstein mandò a sé stesso nella quale il finanziere pedofilo lamenta che Gates ha "scelto di ignorare la nostra amicizia" e fa riferimento alle "sue malattie sessualmente trasmissibili". "Non sono mai andato all'Isola, non ho mai incontrato donne. Più cose verranno fuori, più sarà chiaro che, sebbene il momento sia stato un errore, non ha nulla a che fare con quel tipo di comportamento". Il regista del docufilm 'Melania' è nei documenti relativi a Jeffrey Epstein pubblicati dal Dipartimento di Giustizia. Brett Ratner è infatti in alcune foto con l'ex finanziere. I due - riporta il New York Post -sono seduti su un divano bianco insieme a due ragazze, la cui figura è oscurata. Jeffrey Epstein non solo era un assiduo frequentatore di Mar-a-Lago, ma il club di Donald Trump inviava nella sua villa in Florida anche le sue dipendenti del centro benessere per massaggi a domicilio. Lo riporta il Wall Street Journal. Le visite sono andate avanti per anni fino al 2003, quando l'ex finanziere non mise più piede nel club dopo che un'estetista diciottenne di ritorno dalla sua villa riferì ai manager di aver ricevuto pressioni per fare sesso. Uno dei manager inviò un fax a Trump riferendo l'accaduto e sollecitando di vietare l'ingresso a Epstein. Trump risposte che la lettera era ben scritta e che poteva cacciarlo. Quando a Epstein fu vietato l'ingresso al centro benessere di Mar-a-Lago nel 2003, il malcontento del club nei suoi confronti covava già da tempo. Anche la seconda moglie di Trump, Marla Maples, avvertì il marito e altri che c'era qualcosa di "strano" in Epstein. Ai dipendenti Maples diceva che c'era qualcosa di sbagliato in Epstein ed era preoccupata per l'influenza che aveva sul marito, e disse a Trump che non voleva trascorrere tempo con lui e non voleva che lo stesso Trump passasse tempo con Epstein. "Sono falsità e insinuazioni per diffamare il presidente", ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt al Wall Street Journal. "Non importa quante volte questa storia venga raccontata e ripetuta: il presidente non ha fatto nulla di male e ha cacciato Jeffrey Epstein da Mar-a-Lago perché era una persone spregevole. Bandito da ogni ruolo pubblico e privato negli ultimi mesi anche di tutti i titoli reali residui in seguito alle ultime rivelazioni sulle frequentazioni del passato col defunto finanziere-pedofilo americano Jeffrey Epstein, l'ex principe Andrea è ormai "un uomo depresso", stando alle cronache della stampa popolare britannica; ma il suo nucleo familiare più stretto - vale a dire le figlie Beatrice ed Eugenie - non sembra averlo affatto abbandonato. A testimoniarlo, smentendo pettegolezzi di segno contrario diffusi nei giorni scorsi da alcuni tabloid, sono immagini fatte filtrare nelle ultime ore che lo ritraggono in compagnia di entrambe. Le più recenti lo mostrano con la primogenita Beatrice, consorte dell'immobiliarista londinese e aristocratico di origini italiane Edoardo Mapelli Mozzi, durante una passeggiata a cavallo nel parco di Windsor. Mentre a un paio di settimane fa risalirebbe la visita ricevuta dalla secondogenita Eugenie, riferisce il sito di radio Lbc. Segnali di un rapporto fra genitore e figlie che non è stato rinnegato, al di là dell'imbarazzo che il caso Epstein continua a far aleggiare sulla monarchia e sulle stesse principesse di York: entrambe tuttora attive in ruoli ufficiali accanto re Carlo III o al principe William erede al trono, a differenza del padre o della madre Sarah Ferguson, l’ex duca di York, un tempo indicato come figlio prediletto della regina Elisabetta II, dovrebbe trasferirsi il mese prossimo dal Royal Lodge, imponente residenza reale adiacente al castello di Windsor da cui è stato sfrattato dal fratello sovrano, per essere confinato una dimora 'privata' meno sfarzosa e più periferica assegnatagli presso Sandringham, nel Norfolk inglese. Dimora in via di ristrutturazione dove è atteso prima del suo 66esimo compleanno, in calendario il 19 febbraio. Si moltiplicano le umiliazioni per Andrew Mountbatten-Windsor, travolto dalle ultime rivelazioni dei cosiddetti Epstein Files sulla sua amicizia con il defunto finanziere pedofilo americano. L'ormai ex duca di York, privato negli ultimi mesi di ogni titolo residuo da re Carlo III, suo fratello, ha ricevuto un'accoglienza gelida secondo i media britannici nella residenza 'privata' del complesso reale di Sandringham in cui è stato costretto a trasferirsi - in attesa di un ulteriore trasloco in un'altra dimora in via di restauro - dopo il recente 'sfratto' imposto da Carlo dalla lussuosa residenza reale di Royal Lodge, adiacente al castello di Windsor. I giornali, tabloid in testa, riferiscono in particolare di un autentico fuggi fuggi di domestici, chiamati a lavorare nella sua nuova residenza. Domestici che risultano essersi rifiutati in larga parte di mettersi al suo servizio. Mira Nair, la madre del sindaco di New York Zohran Mamdani, è citata nei documenti relativi a Jeffrey Epstein pubblicati dal Dipartimento di Giustizia. Una email dell'ottobre 2009 dell'addetta alle relazioni con la stampa Peggy Siegal si faceva infatti riferimento a una festa a casa di Ghislaine Maxwell per la proiezione di "Amelia", diretto da Nair. All'evento - riporta il New York Post - erano presenti anche Bill Clinton e Jeff Bezos. Il premier laburista britannico Keir Starmer ha negato oggi di essere stato pienamente a conoscenza "della profondità dell'oscuro" legame fra il defunto finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein e Peter Mandelson, ex controversa eminenza grigia del New Labour di Tony Blair riciclato circa un anno fa da lui stesso come ambasciatore negli Usa di Donald Trump. Parlando a un evento di partito in Inghilterra, Starmer si è poi scusato - in particolare con "le vittime" di Epstein - per aver "creduto alle bugie" di Mandelson e per averlo designato ambasciatore, sostenendo di capire "la rabbia" dell'opinione pubblica e assicurando di essere entrato in politica per il bene comune, a differenza dell'ex ambasciatore: bollato ora come indegno di un ruolo "nella vita pubblica" del Paese. Il primo ministro, considerato a rischio nella sua posizione dai media, ha quindi ribadito la promessa di pubblicare tutti i documenti sul processo di nomina di Mandelson. Aggiungendo che avrebbe voluto farlo già ieri, ma di essere stato indotto a rinviare la cosa su indicazione delle autorità di polizia, per consentire una cernita rispetto alla diffusione di carte che possano avere un impatto sulla sicurezza nazionale.
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