martedì 17 febbraio 2026

Chi rompe paga

[L’autunno è un mago che riempie tutto d’incanto. Avvolge il mondo nel vento, nella nebbia e nella pioggia, si respira la vita. Caroline Wahl] In merito alla Conferenza di Monaco, il Segretario statunitense ritiene che il suo discorso possa essere “ben accolto”, c’è molta attesa sulle sue parole. Inoltre, per quanto concerne la guerra in Ucraina, ha criticato i continui attacchi russi e ha detto che probabilmente potrà esserci l’opportunità di incontrarsi con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Infine, rispetto alla Groenlandia, ritiene che il tema potrà essere sollevato durante la Conferenza.   Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron interverranno  nel primo giorno della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, caratterizzata dalle tensioni tra Europa e Stati Uniti. In cima all'agenda l'Ucraina e il rafforzamento delle difese europee in ambito Nato, oltre alle crisi in Medio Oriente e l'Iran. Secondo l'agenda, Merz aprirà la conferenza, mentre il presidente francese chiuderà il programma di oggi con un discorso alle 19. Previsti per oggi interventi dell'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue Kaja Kallas, il presidente del Comitato militare Nato Giuseppe Cavo Dragone, il presidente finlandese Alexander Stubb e la ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper, oltre al direttore dell'Aiea Rafael Mariano Grossi, il figlio dello Scià Reza Pahlavi e la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Previsti  gli interventi del Segretario di Stato americano Marco Rubio, arrivato  a Monaco, del presidente ucraino Volodymyr Zelensky appena atterrato nella capitale bavarese, del premier britannico Keir Starmer, del ministro degli Esteri cinese Wang Yi e della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Sono oltre 60 capi di Stato e di governo e circa 100 ministri degli Esteri e della Difesa - compresi Antonio Tajani e Guido Crosetto - attesi in una Monaco blindata, con circa 5.000 poliziotti schierati per l'evento, unità cinofile e cecchini sui tetti.  "Ho avuto primi colloqui con il presidente francese Emmanuel Macron sulla deterrenza nucleare europea". Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco Friedrich Merz in apertura della Conferenza. "Rispettiamo rigorosamente i nostri obblighi legali. Questo sarà pienamente integrato nella nostra condivisione nucleare all'interno della NATO e non ci saranno differenze nei livelli di sicurezza in Europa", ha sottolineato. "Lasciatemi iniziare con la scomoda verità: tra l'Europa e gli Usa si è aperto un divario. Il vicepresidente J. D. Vance lo ha detto molto apertamente un anno fa qui a Monaco. Aveva ragione. La lotta culturale del movimento MAGA non è la nostra". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Monaco. "La libertà di parola da noi finisce quando questa si rivolge contro la dignità umana e la Costituzione. Noi non crediamo nei dazi doganali e nel protezionismo, ma nel libero scambio. Restiamo fedeli agli accordi sul clima e all'Oms perché convinti che solo insieme potremo risolvere le sfide globali". "Ripariamo e ravviviamo insieme la fiducia transatlantica. L'Europa sta facendo la sua parte. Da tre generazioni, la fiducia tra alleati, partner e amici ha reso la Nato l'alleanza più forte di tutti i tempi. L'Europa sa bene quanto questo sia prezioso. Nell'era della rivalità tra grandi potenze, nemmeno gli Stati Uniti saranno abbastanza potenti da poter agire da soli" ha continuato Merz. "Cari amici, far parte della Nato non significa solo vantaggio competitivo dell'Europa. È anche il vantaggio competitivo degli Stati Uniti". "Le autocrazie possono avere seguaci; le democrazie hanno partner e alleati", ha aggiunto. "We need to talk", "Dobbiamo parlare, è più urgente che mai". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz aprendo la conferenza di sicurezza di Monaco. "Da diversi anni anche qui in sala un umore segnato da tensioni e conflitti in aumento nel mondo". Merz ha citato anche il motto della conferenza: "Under destruction", a proposito dell'ordine di sicurezza mondiale del dopoguerra. "Temo che dobbiamo dirlo in termini ancora più chiari: quest'ordine, per quanto imperfetto fosse anche nei suoi momenti migliori, non esiste più". "Il prodotto interno lordo della Russia ammonta a circa duemila miliardi di euro. Quello dell'Unione Europea è quasi dieci volte superiore. Eppure l'Europa oggi non è dieci volte più forte della Russia", ha continuato il cancelliere tedesco. "Il nostro potenziale militare, politico, economico e tecnologico è enorme. Ma per molto tempo non lo abbiamo sfruttato nella misura necessaria". "La politica delle grandi potenze in Europa non è un'opzione per la Germania. Leadership basata sul partenariato: sì. Fantasticherie egemoniche: no. Noi tedeschi non agiremo mai più da soli". "La politica delle grandi potenze in Europa non è un'opzione per la Germania - ha proseguito - La leadership basata sul partenariato sì, le fantasticherie egemoniche no". "Noi tedeschi non agiremo mai più da soli", ha aggiunto il cancelliere: "Questa è la lezione permanente che abbiamo imparato dalla nostra storia. Affermiamo la nostra libertà insieme ai nostri vicini, alleati e partner”. "Non siamo più la Gran Bretagna degli anni della Brexit. Perché sappiamo che, in tempi difficili, non riprenderemmo il controllo ripiegandoci su noi stessi: lo cederemmo. E non permetterò che ciò accada". Lo ha detto il primo ministro britannico Keir Starmer intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Nel suo intervento, Kaja Kallas ha parlato anche della Russia, precisando che “non è una superpotenza. Dopo oltre un decennio di conflitto, inclusi 4 anni di guerra su vasta scala in Ucraina, la Russia è appena andata oltre le linee del 2014, e il costo è stato di 1,2 milioni di vittime. Oggi la Russia è distrutta, la sua economia è a pezzi. È scollegata dai mercati energetici europei e i suoi cittadini stanno fuggendo. La minaccia più grande che la Russia rappresenta in questo momento è che ottiene più al tavolo dei negoziati di quanto abbia ottenuto sul campo di battaglia”. L'Alto rappresentante Ue ha concluso ricordando come “a proposito di negoziati, ciò che conta più dell'avere un posto al tavolo, è sapere cosa chiedere quando ci si siede. Il motivo è molto semplice. Le richieste massimaliste della Russia non possono essere soddisfatte con una risposta minimalista. Se l'esercito ucraino deve essere limitato nelle dimensioni, anche la Russia dovrebbe esserlo. Dove la Russia ha causato danni in Ucraina, la Russia dovrebbe pagare”. Il “popolo ucraino respingerebbe qualsiasi accordo di pace che implichi il ritiro unilaterale dell’Ucraina dalla regione orientale del Donbass e la sua cessione alla Russia”. Lo ha affermato il presidente del Paese, Volodymyr Zelensky, che ha concesso un’intervista al media americano Axios. Il presidente ucraino ha inoltre dichiarato che è “ingiusto” che Donald Trump continui a chiedere pubblicamente all’Ucraina, e non alla Russia, di fare concessioni per la pace. Ha sostenuto che, anche se per il presidente americano potrebbe essere più facile esercitare pressioni sull’Ucraina piuttosto che sulla Russia – molto più grande – il modo per creare una pace duratura non è “consegnare la vittoria” al presidente russo Vladimir Putin. Trump ha dichiarato due volte negli ultimi giorni che spetta al capo di stato ucraino fare concessioni. “Spero che sia solo una sua tattica e non una decisione”, ha replicato Zelensky.


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