mercoledì 18 febbraio 2026

La libertà secondo Milei

[Nella nostra famiglia tutto si discuteva, si analizzava, si sviscerava. Pochissimo era intimo, in noi si affiancavano tante identità e ogni volta bisognava prima metterle a confronto e poi d’accordo. Denise Pardo] La decisione del governo argentino di Javier Milei di creare un 'Ufficio contro la disinformazione' per 'smascherare operazioni dei media e dell'opposizione' ha destato la preoccupazione delle principali associazioni della stampa locale.    Il Foro del giornalismo argentino (Fopea) avverte in una nota che "il tentativo del Governo di stabilire una verità ufficiale indiscutibile si scontra frontalmente con l'essenza di una società libera". Fopea sottolinea quindi "la gravità istituzionale che rappresenta la creazione di un tribunale della verità da parte dello Stato" e del fatto che "risorse pubbliche vengano utilizzate per monitorare, prendere di mira e stigmatizzare il giornalismo dissidente o critico".    Allo stesso modo l'Associazione delle entità giornalistiche che racchiude le principali testate (Adepa) ha manifestato "inquietudine per il potenziale utilizzo che potrebbe avere il nuovo organismo approvato dal potere esecutivo".     L'ultimo rapporto della ong Human Right Watch sull'Argentina segnala il "clima di aggressione contro la stampa promosso dal governo di Javier Milei" e afferma che "il presidente e alti funzionari governativi hanno utilizzato spesso una retorica ostile per stigmatizzare i giornalisti". Hrw ricorda che "lo stesso Milei ha ripetutamente affermato che gli argentini 'non odiano abbastanza i giornalisti' accusando molti di questi, senza prove, di aver accettato tangenti".  Il ministero della Sicurezza nazionale argentino ha rilasciato una dichiarazione in cui delinea misure specifiche per i giornalisti che seguiranno le proteste annunciate per domani da sindacati e movimenti di sinistra durante il dibattito sulla riforma del lavoro al Congresso.   L'amministrazione guidata dal presidente ultraliberista Javier Milei ha avvertito che, in caso di violenza, "le nostre forze agiranno" nell'ambito di un piano che, ha affermato, mira a "preservare l'integrità fisica" degli operatori della stampa.    Secondo il quotidiano Página 12, il dicastero ha istituito una zona di parcheggio esclusiva per i veicoli delle agenzie di stampa.Inoltre, ha raccomandato di evitare di posizionarsi tra potenziali focolai di violenza e il personale di sicurezza coinvolto nell'operazione, affermando che il mancato rispetto di queste istruzioni potrebbe costituire "autolesionismo".Il governo ultraliberista di Javier Milei ha annunciato oggi la creazione di un vero e proprio ufficio governativo per la lotta alla presunta disinformazione sul suo operato che diffonderebbero media e opposizione argentine.     "L'Ufficio di risposta ufficiale della Repubblica Argentina è stato creato per smentire attivamente la menzogna, segnalare falsità concrete e mettere in evidenza le operazioni dei media e della casta politica", si legge in una nota dove si precisa che "la libertà di espressione è un diritto sacro" e che la creazione dell'ufficio rappresenta una decisione che "contrariamente alla censura, incorpora una voce ufficiale".     "L'Ufficio di risposta ufficiale esiste per questo: affinché la disinformazione non rimanga senza risposta e perché la verità torni ad essere informazione", conclude la nota.     La prima 'risposta' ufficiale che arriva dal nuovo Ufficio governativo è la secca smentita a un articolo del quotidiano Clarín che riferisce del ritardo nell'applicazione del programma di sostituzione di sussidi alla disoccupazione con 'vouchers' di formazione. L'informazione viene definita dall'ufficio come "un'operazione grossolana" affermando che il programma in questione "è attivo e finanziato". 


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